PANTELLERIA Nell'acropoli dell'antica Cossyra l'erba è alta più di un metro. Un paio di settimane fa una comitiva di turisti tedeschi arrivati per visitare gli scavi è stata assalita dalle zecche. Tra i sesi di Mursia si è creata una sorta di selva, e il santuario punico-romano del lago di Venere è pieno di rifiuti. Che fine ha fatto il patrimonio che solo l'estate scorsa ha segnato l'ingresso in grande stile di Pantelleria negli itinerari archeologici internazionali? Dove sono finiti gli studiosi delle università di Bologna e Berlino e le centinaia di giovani archeologi che per me si si sono alternati a scavare in quella terra che meno di un anno fa ha restituito le meravigliose teste di Giulio Cesare, Antonia Minore e Tito finite fino in Giappone nella tournée dell'Expo di Aiki? Per incredibile che possa sembrare, è così. A Pantelleria nessuno scava più. Nessun archeologo ha messo più piede nei tanti siti dai quali è venuto fuori un enorme patrimonio culturale, vanificandolo sforzo professionale, le risorse umane e anche quelle economiche (ingenti) investite in quegli scavi. Tutto abbandonato, da mesi. Da quando Sebastiano Tusa, già direttore del settore archeologico della Soprintendenza di Trapani, è andato a diriger e la nuo vissima Soprintendenza del mare. Ed è proprio il ritorno di Tusa che il neo-sindaco di Pantelleria Salvatore Gabriele invoca a gran voce. Con una lettera inviata al presidente della Regione Salvatore Cuffaro e all'assessore ai Beni culturali Alessandro Pagano, il sindaco chiede l'immediata nomina di un commissario ad acta. «È ferma intenzione di questa amministrazione scrive Salvatore Gabriele far sì che il Parco archeologico di Pantelleria diventi presto realtà effettiva. Purtroppo al momento attuale si nota una limitata attenzione alle questioni archeologiche di Pantelleria. Sarebbe opportuno che al fine di seguire con solerzia e competenza l'iter istitutivo del Parco archeologico di Pantelleria fosse chiamato, usufruendo dell'istituto del commissario ad acta, proprio Sebastiano Tusa». Assenti archeologi e studiosi, sui siti di Pantelleria si è nel frattempo puntata l'attenzione dei carabinieri del nucleo Tutela patrimonio artistico con un'indagine che ha destato sconcerto tra gli addetti ai lavori. È successo che, in seguito a una segnalazione anonima, i carabinieri si sono presentati all'hotel Mursia, situato proprio al confine di una delle zone di scavo. E hanno trovato diversi reperti portati lì proprio dagli studiosi e dagli archeologi che peraltro, così come i tecnici della Soprintendenza, si appoggiano al Mursia per pulire i reperti in attesa di una loro collocazione. «Guardi che in cassaforte abbiamo tenuto per quattro mesi anche le famose teste e che quel cannone ce l'ha dato la Guardia di finanza hanno detto increduli i titolari dell' albergo ai carabinieri che mettevano tutto sotto sequestro Abbiamo sempre ospitato tutto in attesa che la burocrazia facesse il suo corso». Sarà, hanno risposto i carabinieri. Ma intanto Rosario Di Fresco ed Enzo Perrone sono finiti, indagati per possesso illegittimo di reperti archeologici, in un'indagine della Procura di Marsala. «Io faccio l'albergatore dice amareggiato Di Fresco, appena uscito dall'interrogatorio negli uffici del nucleo Tutela patrimonio artistico di Palermo ma dal '96 ho messo strutture, persone e anche denaro a disposizione della ricerca archeologica. Pantelleria era un deserto culturale. Noi siamo gli unici albergatori originali di qui, ci troviamo sul bordo del parco archeologico e abbiamo ritenuto di dare una mano. Ricordo quando le teste erano nella nostra cassaforte: i nostri uffici erano meta di un pellegrinaggio, è venuto Cuffaro, è venuto Casini. È paradossale, dopo tutto quello che abbiamo fatto, sopportare una cosa del genere. Ma ben venga l'inchiesta giudiziaria, speriamo che faccia veramente luce».
Scavi abbandonati sos da Pantelleria
A Pantelleria, un'isola nel Mar Egeo, gli scavi archeologici sono stati fermati da mesi. I turisti tedeschi sono stati assaliti dalle zecche e i siti archeologici sono stati abbandonati. Il neo-sindaco di Pantelleria, Salvatore Gabriele, ha inviato una lettera al presidente della Regione Salvatore Cuffaro e all'assessore ai Beni culturali Alessandro Pagano chiedendo l'immediata nomina di un commissario ad acta per far sì che il Parco archeologico di Pantelleria diventi realtà. Il commissario ad acta sarebbe stato Sebastiano Tusa, già direttore del settore archeologico della Soprintendenza di Trapani.
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