Manca ancora una convenzione che regoli i rapporti tra monaci e Stato. Una questione aperta su cui aveva dato battaglia il consigliere regionale dei 5 Stelle Iolanda Nanni. L'onorevole pentastellato Luigi Di Maio, che a dicembre aveva visitato il monumento, aveva dichiarato che si sarebbe impegnato per arrivare alla sigla della convenzione. Ma finora la convenzione è rimasta in stand by, perché i monaci per ora non vogliono firmarla. Lo aveva detto chiaramente padre Giorgio a Di Maio: «Non intendiamo firmare una concessione che ci impone la manutenzione ordinaria e straordinaria».CERTOSA «Dalla Soprintendenza è arrivata ai monaci la richiesta di aprire il monumento durante l'intervallo compreso tra le 11,30 e le 14,30 e ora ci auguriamo che valutino di nuovo questa possibilità». Spera ancora che i padri riflettano sull'ipotesi dell'apertura Letizia Lodi, direttrice del Museo della Certosa che giovedì scorso ha accompagnato la nuova soprintendente alle Belle arti e al paesaggio Antonella Ranaldi nella visita al monumento. Ranaldi, alla guida della maxi Soprintendenza, recentemente istituita, che accorpa i Beni artistici e storici e i Beni ambientali e architettonici, si è recata al complesso monumentale, insieme al Soprintendente Alberto Artioli e al funzionario della Soprintendenza Paolo Savio, per valutare lo stato di uno dei più preziosi patrimoni artistici e architettonici lombardi e per controllare l'avanzamento dei lavori. Opere che in parte si sono concluse, mentre altre, fa sapere Artioli, sono già in programma. «La visita a questo monumento di straordinaria bellezza sottolinea Artioli - ha consentito alla Soprintendente di prendere visione del complesso e di verificarne le condizioni». Intanto si sta preparando un nuovo progetto per riuscire ad accedere ad altri fondi statali, fondamentali per ulteriori interventi di restauro. «Lo presenteremo alla Direzione Regionale che ha il compito di raccogliere le richieste degli istituti periferici del Ministero per poi trasmetterle a Roma spiega Savio . L'obiettivo è quello di avere a disposizione ulteriori risorse per proseguire nella complessa opera di restauro che si sta portando avanti». Insomma il messaggio che arriva dalla Soprintendenza è chiaro: si lavora a ritmi serrati. E se per il prossimo 5 giugno è prevista l'inaugurazione degli affreschi del voltino, recentemente restaurati, è quasi giunto al termine il rifacimento dei tetti, mentre a luglio, spiega Savio, si partirà con la sistemazione dei bagni. Tetti, bagni, chiostro piccolo e sistemazione delle guglie della chiesa sono interventi che si sono effettuati o si realizzeranno con il milione e 830mila euro a disposizione della Soprintendenza. «Con il milione di euro arrivato dalla Direzione regionale precisa Savio - provvederemo ad intervenire sulle altre coperture, in modo da evitare infiltrazioni e danneggiamenti, mentre, sempre in estate, partirà la sistemazione di due celle, la "H" e la "I", cantiere che è già stato consegnato. Si interverrà su serramenti, intonaci e tetti. Si è anche proceduto ad una revisione parziale degli impianti». Da mettere in sicurezza sono anche i campanili della Certosa. Un primo intervento urgente era stato eseguito su una delle cuspidi e si intende intervenire anche sugli altri piccoli campanili, senza dimenticare che vanno anche risolti i problemi riscontrati nei cotti del chiostro. Stefania Prato