Il restauro di Ca' Giustinian - sede storica della Biennale, ma di proprietà del Comune - ormai concluso da anni, costerà al Comune circa 114 mila euro di risarcimento danni dovuti alle imprese esecutrici dell'intervento. L'associazione temporanea d'impresa composta dalle società Sicea e Ipogeo, a cui successivamente è subentrata la Rizzani De Eccher, a cui Ca' Farsetti ha già pagato in questi giorni il risarcimento, in base alla sentenza del Tribunale Civile di Venezia a cui le imprese si erano rivolte, chiedendo un risarcimento di circa 700 mila euro, più gli interessi, sull'appalto, che con una variante successiva, era lievitato dai 2 milioni e 700 euro mila euro iniziali della gara a oltre 4 milioni di euro. Le imprese imputavano al Comune - per richiedere il risarcimento danni - il fatto che il cantiere per il restauro fosse stato consegnato in ritardo. Inoltre, la presenza al piano terra del settecentesco edificio di tre fosse biologiche non indicate in precedenza, a cui si era aggiunto il ritrovamento di reperti archeologici durante lo scavo, avevano ulteriormente rallentato i lavori. Erano poi insorte numerose modifiche del progetto di restauro in corso d'opera, con la sopravvenuta necessità della sistemazione dei solai di Ca' Giustinian, la sospensione dei lavori per il rinvenimento di amianto all'interno dell'edificio e altri ritardi nella predisposizione e approvazione dello schema di variante. La sentenza del Tribunale che dispone il risarcimento dei danni è immediatamente esecutiva, per cui il commissario Vittorio Zappalorto ha disposto il pagamento, anche se Ca' Farsetti si riserva comunque di impugnare la sentenza. I lavori per la nuova sede della Biennale erano stati concentrati al piano terra, oltre al terzo, quarto e alla terrazza, a cui era seguito il restauro della Sala delle Colonne e la sistemazione del primo e del secondo piano. L'ultima fase dei lavori era stata seguita direttamente dalla Biennale e non più dal Comune proprio per velocizzarli, visti i ritardi accumulati.Comune e Biennale avevano a questo scopo firmato un protocollo d'intesa.(e.t.)