OGGI è l'ultimo giorno per ammirare "Il Volto" di Leonardo da Vinci a Palazzo Madama, esposto nella mostra nata dalla collaborazione tra la Fondazione Torino Musei e la Biblioteca Reale. Presto infatti la data è top secret la Sanguigna tornerà nella "sua" biblioteca, per poi proseguire per Roma. Che potrebbe raggiungere a bordo del Frecciarossa, accompagnato da un funzionario dei beni culturali e guardato a vista, in uno scompartimento riservato, dalle forze dell'ordine. E' questa l'ipotesi più probabile, l'altra riguarda un più banale trasporto su gomma: a giorni Trenitalia dovrebbe sciogliere la riserva e dare il via libera all'inedito trasferimento. Sono invece già certe le modalità con cui il celebre foglio farà ritorno a casa nei prossimi giorni: inserito nel climabox realizzato dal Politecnico, che non ha mai lasciato, sarà chiuso in un'ulteriore cassa e percorrerà quindi i 50 metri che separano i due edifici su un furgone blindato e scortato. Pochi giorni di sosta nel caveau, poi l'Autoritratto partirà per la capitale, dove sarà oggetto di un "chek up" all'Istituto Centrale per la conservazione e il restauro del patrimonio archivistico e librario: dopo il 20 giugno sarà quindi esposto ai Musei Capitolini. «L'opera sarà oggetto di operazioni di pulizia più che di restauro, si tratterà di un intervento conservativo dice il direttore della Biblioteca Reale Giovanni Saccani . Si preparerà così alla mostra romana, che non durerà più di un mese». Resta dunque solo un giorno (dalle 10 alle 18) per vedere il capolavoro del Vinciano nell'attuale allestimento nella Sala del Senato, al primo piano di Palazzo Madama, dove il disegno è collocato in una cornice dorata: una speciale illuminazione accentua i chiaroscuri e i particolari del volto, mentre negli spazi barocchi si diffonde una musica realizzata per l'occasione. Di fronte, una serie di pannelli raccontano la storia e la fortuna del ritratto, che rispetto alla tradizione più antica propone una nuova iconografia del volto di Leonardo. Un' immagine sconosciuta fino all'inizio dell'Ottocento, quando il disegno viene replicato per la prima volta in un volume dedicato al «Cenacolo » di Milano e identificato come autoritratto. Si tratterebbe di un lavoro eseguito dal maestro già anziano poco prima o dopo la sua partenza per il Castello di Amboise in Francia, dove morirà nel 1519. Tuttavia, secondo alcuni studiosi, il disegno potrebbe non essere un autoritratto, bensì uno studio di testa di vecchio, eseguito da Leonardo a Milano.