IL MINISTRO FRANCESCHINI INAUGURA OGGI LA "MANICA LUNGA"E UNA MOSTRA ARCHEOLOGICA SULL'ANTICA PYRGI LA "Manica Lunga" del Castello di Santa Severa riapre finalmente al pubblico con la mostra "L'antico viaggio nel mare che nutre", che sarà inaugurata oggi alle 15.30 dal ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini. Un'esposizione dedicata al tema dell'accoglienza e dell'integrazione tra le culture del Mediterraneo, che da questo venerdì al 13 settembre farà rivivere il mito di Leucothea la "dea bianca", protettrice dei marinai, degli stranieri e dei rifugiati grazie ai reperti provenienti dagli scavi dell'area archeologica di Pyrgi. Proprio a Pyrgi, porto dell'antica e potente città etrusca di Caere (Cerveteri), sorgeva infatti un santuario celebre in tutto il mondo antico, frequentato da Etruschi, Greci, Fenici, dove Leucothea era venerata. L'immagine della dea, in terracotta dipinta, decorava il tempio a lei dedicato: ne resta lo splendido volto, ancora quasi intatto, coronato dai capelli al vento, che volge lo sguardo inquieto e grato a Eracle, l'eroe che le offrì un sicuro approdo dopo un lungo peregrinare. Per l'occasione, racconta Rossella Zaccagnini direttrice dell'Antiquarium di Pyrgi e curatrice della mostra organizzata dalla Soprintendenza archeologica del Lazio e dell'Etruria Meridionale, in collaborazione con la Regione Lazio e l'università La Sapienza «è stata restaurata la lastra del frontone del tempio B, unendo il busto del palafreniere, che era a Villa Giulia, al cavallo conservato a Pyrgi. E ricomponendo così parte della scena raffigurata, che i visitatori potranno vedere insieme per la prima volta». Dal Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, oltre alla splendida testa di Leucothea del IV secolo a.C., arriverà anche la statua di Eracle, esposta insieme a una selezione di reperti (una trentina circa) conservati nell'Antiquarium di Pyrgi. Alla storia dell'antico santuario ai confini del mare è dedicata l'esposizione, inclusa nelle visite guidate al Castello di Santa Severa organizzate dalla Regione fino al 13 settembre (al costo di 3 euro, con prenotazioni allo 800-001133 o sul sito www.regione.lazio.itsantasevera). Una mostra-racconto che parte proprio dalla storia di Ino, sfortunata principessa tebana che dovette subire le ire di Hera, dea volubile e gelosa. Ino era stata, infatti, nutrice del piccolo Dioniso, che sua sorella aveva avuto da Zeus, legittimo sposo di Hera. Perseguitata dalla furia divina, Ino si getta in mare da una rupe scoscesa, con il figlio Melicerte in braccio. Salvata dalle ninfe marine, assume vesti divine, con il nome di Leucothea - Thesan per gli Etruschi - , protettrice dei naviganti e dei naufraghi. Dopo lungo e arduo peregrinare, la dea approda sulle rive del Tirreno, dove Eracle finalmente la accoglie. «Un mito spiega Zaccagnini che si fa paradigma contemporaneo di sacra ospitalità e accettazione. E che, attraverso la salvezza di una dea infelice riemersa dalle acque, è la storia straordinariamente attuale di ogni uomo che cerca un luogo di pace da chiamare casa».