Oggi alle 18 a Casa Onna incontro con la scrittrice tedesca Sara More (pseudonimo di Stefanie Schaller) autrice del libro "Irrtum 5.8, trummer von L'Aquila". Si tratta di un romanzo (per adesso c'è solo la versione in tedesco ma presto potrebbe essere tradotto in italiano) la cui trama si dispiega fra Onna e L'Aquila nei giorni immediatamente seguenti la scossa del sei aprile 2009. E' la storia di una famiglia normale che vede all'improvviso la propria vita sconvolta dal sisma. L'incontro di oggi è organizzato da Onna Onlus, Pro loco e Centro anziani.ONNA La chiesa parrocchiale di Onna dedicata a San Pietro Apostolo è stata ricostruita grazie ai fondi della Repubblica federale di Germania e alla ditta che ha curato con grande attenzione e scrupolo i lavori riportando alla luce anche alcune "chicche" che l'hanno impreziosita parecchio (per esempio un affresco del XIV secolo) . Ma come spesso accade in Italia (e questo per i tedeschi è del tutto inconcepibile) una serie di intoppi burocratici sta ritardando l'inaugurazione che doveva, in un primo momento, essere prevista entro la primavera. Oggi invece, se tutto andrà bene, si parla della fine dell'estate o addirittura autunno inoltrato. Ieri, un servizio su «La7 cronache» curato da Flavia Filippi ha messo in evidenza le questioni che stanno rallentando la fine dei lavori e tutto quello che ne consegue in termini di sistemazione degli arredi sacri e riposizionamento delle opere d'arte in corso di restauro. Nel servizio si parla persino della difficoltà ad avere l'allaccio del gas metano che permetterebbe di riscaldare gli ambienti e rendere possibile il lavoro sugli stucchi che ha bisogno della temperatura adatta. Ma questa potrebbe sembrare una questione minore. Il nocciolo sta in una lettera, mostrata su La7, che risale al 9 ottobre dello scorso anno. Nella missiva, a firma dell'allora direttore regionale dei Beni culturali Francesco Scoppola, inviata a Regione, Provincia, Comune e ufficio speciale per la ricostruzione si chiedevano(quasi certamente anche su sollecitazione delle autorità tedesche) due cose. La prima era la messa in sicurezza di via dei Martiri, la principale via di accesso alla chiesa che ancora oggi è in gran parte zona rossa. Inoltre veniva evidenziata una questione che doveva essere affrontata forse già nel 2009 e cioè che la chiesa è stata ricostruita ma tutt'intorno ci sono macerie e desolazione. La richiesta di Scoppola, rivolta evidentemente a Comune e ufficio speciale era di fare in modo che in occasione della inaugurazione della chiesa «si possa annunciare il finanziamento di interventi di edilizia civile nella frazione e in particolare intorno alla chiesa parrocchiale per un graduale recupero del centro storico». Invece nel cronoprogramma del Comune l'area intorno alla chiesa era prevista come l'ultima in cui aprire i cantieri. A gennaio dopo alcuni "oscuri" riconteggi è stato deciso che gli aggregati intorno all'edificio sacro saranno i secondi (su tre ambiti) ad essere finanziati. Che significa almeno altri 3-4 anni di attesa. Insomma quello che poteva diventare un esempio di ricostruzione virtuosa è finito nel solito pastrocchio. E la Germania non ha gradito affatto. (g.p.)
ONNA. Chiesa di Onna, tedeschi irritati per le lentezze
Oggi, la scrittrice tedesca Sara More (pseudonimo di Stefanie Schaller) si incontrerà a Casa Onna con l'autrice del libro "Irrtum 5.8, trummer von L'Aquila". Il libro racconta la storia di una famiglia che subisce la scossa del sisma del 6 aprile 2009 a Onna e L'Aquila. La chiesa parrocchiale di Onna, dedicata a San Pietro Apostolo, è stata ricostruita grazie ai fondi della Repubblica federale di Germania e della ditta che ha curato i lavori. Tuttavia, la ricostruzione è stata rallentata da intoppi burocratici e la chiesa non sarà inaugurata entro la primavera come previsto.
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