VENEZIA Altro che bilancio. L'eredità che il commissario straordinario Vittorio Zappalorto lascerà tra poche settimane al nuovo sindaco della città è ingombrante. Non solo perché - anche se a prezzo di pesanti tagli e aumenti tariffari e di imposte - gli consegnerà comunque un bilancio di previsione 2015 chiuso in pareggio, che non sarà semplice alleggerire mantenendolo in equilibrio. Ma anche perché Zappalorto è andato molto oltre - pur se sotto la spinta di reperire risorse aggiuntive per chiudere il "buco" di bilancio - varando un sistema di regolamenti e di protocolli d'intesa un po' su tutte le materie di competenza comunale, spesso contestati,che lasciano ben poco spazio di intervento "politico" al nuovo sindaco, a meno di non rimetterli profondamente in discussione. Ma non sarà facile, a cominciare dall'ultimo accordo-blitz con la Save sul terminal di Tessera - rinunciando alla pianificazione urbanistica comunale - di cui riferiamo a parte. Ma ecco, in sintesi, solo alcune delle principali modifiche strutturali introdotte da Zappalorto nella gestione comunale. Nuovo regolamento edilizio. Punta sulla semplificazione e sulla sburocratizzazione, ma ha suscitato già molte proteste, a cominciare dalla diminuzione del taglio minimo di un alloggio che dai 38 metri quadri attuali scenderà a 28, rendendo quindi teoricamente più facile acquistare un'abitazione a Venezia anche per chi non ha una grande disponibilità economica. Anche la soglia delle altezze sarà a questo scopo abbassata da 2 metri e 20 a 2 metri e 5, per favorire l'agibilità, prevedendo l'uso di velux e abbaini per l'illuminazione dei locali. Sarebbero esclusi gli alloggi a uso turistico dalla riduzione delle metrature, ma recente sentenze al Tar hanno visto il Comune sconfitto proprio sulla possibilità di "discriminare" gli alloggi turistici dall'equiparazione a quelli residenziali. Il rischio pertanto è di una nuova ondata di trasformazioni. Beneficio pubblico dai privati. Definiti i criteri per il riconoscimento del beneficio pubblico negli accordi che il Comune stipulerà con i privati per interventi che comportino varianti urbanistiche, come avvenuto, ad esempio, con il gruppo Benetton nel caso del Fontego dei Tedeschi e con Prada per la vendita e il riuso di Ca' Corner della Regina. Il beneficio pubblico dovrà servire innanzitutto a sostenere il Patto di Stabilità interno e dovrà essere versato dai privati al Comune al 50 per cento in denaro liquido e per l'altro 50 per cento in opere di interesse pubblico. La misura ha già fruttato una decina di milioni di euro in bilancio, a cominciare dalla rinuncia all'uso pubblico sulle Procuratìe Vecchie a favore delle assicurazioni Generali e agevola quindi le trasformazioni e i cambi di destinazione d'uso da parte dei privati. Protocollo d'intesa a tutela del decoro della città. Firmato con la Soprintendenza per l'utilizzo commerciale del suolo pubblico, a cominciare da Campo San Geremia. Prevede le linee guida di un piano che, a tutela del decoro, unifichi e normalizzi elementi comuni come le vetrine, tende, insegne pubblicità, cartellonistica e arredi. Si interviene anche su banchetti di souvenir e plateatici per ridurli, come prevede anche il nuovo regolamento dell'arredo urbano per Ruga degli Oresi e Rialto e il nuovo divieto di esporre le merci fuori dalle vetrine. Nuovo regolamento sulle emissioni rumorose. Fissa i principi per consentirle a locali e per manifestazioni in città ed esclude Campo Santa Margherita - la zona della "movida" veneziana - da ogni possibile deroga per le emissioni rumorose nel nuovo regolamento per aver «dimostrato nel tempo una particolare criticità acustica». Cessione alla Biennale delle aree dell'Arsenale sud. Siglata la convenzione, la Biennale avrà in concessione per trent'anni - rinnovabili - gli spazi dell'Arsenale sud che il Comune gli metterà gratuitamente a disposizione. Sarà sottoscritto anche un regolamento per le modalità e le condizioni di apertura al pubblico di alcuni degli spazi. Gli altri provvedimenti. Impossibile citare tutti gli altri provvedimenti "strutturali" adottati da Zappalorto, ma vanno ricordati tra gli altri l'unificazione tariffaria e di linee Actv che scatterà dal primo luglio, l'adozione del piano del traffico acqueo, il protocollo s'intesa per l'uso di pali e bricole in plastica.
La Nuova Venezia
24 Maggio 2015
VENEZIA - Le leggi del commissario che cambiano la città
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Enrico Tantucci
La Nuova Venezia
Riassunto in 200 parole:
Il commissario straordinario Vittorio Zappalorto lascerà un'eredità ingombrante al nuovo sindaco di Venezia. Il bilancio di previsione 2015 è stato chiuso in pareggio, ma Zappalorto ha varato un sistema di regolamenti e protocolli d'intesa che limitano l'intervento "politico" del nuovo sindaco. Tra le principali modifiche strutturali, ci sono:
* Nuovo regolamento edilizio che semplifica e sburocratizza, ma ha suscitato proteste per la riduzione del taglio minimo di un alloggio e la diminuzione delle altezze.
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