La piattaforma noleggiata a caro prezzo (5 mila euro per due mesi) viene calata dall'alto dello spalto e i volontari iniziano l'operazione Mura pulite. Ma dopo pochi minuti arriva il responsabile della sicurezza del Comune che blocca tutto. Le attrezzature non sono a norma e i volontari non hanno i certificati medici di idoneità. Il cartello piazzato sul parapetto delle Mura venete, nella sua burocratica perentorietà, suona involontariamente ironico. «Inizio cantiere», proclama. Se non fosse che il suddetto cantiere per la pulizia dei muraglioni, appena iniziato, è già finito. O almeno interrotto sul più bello, cioè quando i volontari di OrobicAmbiente avevano appena iniziato a usare il sospirato macchinario che permetterà loro di estirpare ogni giorno la vegetazione da una dozzina di metri di cinta muraria. L'attrezzatura sospesa dotata di ponte mobile è stata noleggiata per i prossimi due mesi al costo di cinquemila euro da Aprica, la società del gruppo A2A che si occupa di ambiente e rifiuti. Verrà concessa in prestito ai volontari che da anni si calano dalle Mura per estirpare fichi, capperi, paulownie o buddleie che crescono negli interstizi delle pietre e si arrampicano verso i parapetti. Negli ultimi mesi hanno pulito il tratto da Porta Garibaldi alla Fara. E nei giorni scorsi hanno liberato dalla vegetazione l'antico cartiglio in pietra serena con il simbolo della Repubblica di Venezia e la data della fine dei lavori di costruzione: 1588. Con il macchinario, che permette a due volontari di scendere e risalire dopo aver ripulito un tratto di 4 metri in circa due ore, si calcola di estirpare in due settimane le piante nel tratto di muraglioni che va dalla Fara all'inizio del parco di Sant'Agostino. Per il bastione sarà necessario ricominciare a calarsi con le corde da rocciatore perché il macchinario non è installabile dove il muro curva. Per cui il ponte mobile sarà spostato a Porta San Giacomo e permetterà di ripulire in un mese tutto il tratto di Mura affacciate sul centro di Città Bassa fino a Porta Sant'Agostino, dove la vegetazione non viene toccata da 6 anni. Ma all'operazione «Mura pulite» (nelle fotografie di Sergio AgazziFotogramma) è stato intimato un secco «altolà». Ieri mattina, dopo avere montato l'attrezzatura agganciandola al parapetto con un sistema di contrappesi, i volontari avevano appena cominciato a mettersi all'opera, quando sono stati fermati dal responsabile della sicurezza del Comune. Il quale ha presentato una serie di prescrizioni necessarie per utilizzare i nuovi strumenti: moschettoni, imbragature e visite mediche. Tutte incombenze che, oltre a costare oltre 4 mila euro, rallenteranno di una decina di giorni l'inizio della pulizia. «Ma sono interventi necessari proprio per garantire la sicurezza di chi lavorerà lungo le Mura spiega l'assessore ad Ambiente e Verde pubblico Leyla Ciagà . Soprattutto visto che non si tratta di dipendenti di una ditta specializzata, ma di volontari». Superato l'intoppo burocratico, potranno ripartire i lavori che serviranno anche a testare la reale utilità dell'attrezzatura ed eventuali modifiche da apportarvi prima di decidere se acquistarla (visto che costa 40 mila euro più Iva). Per le sue caratteristiche, infatti, non potrà essere utilizzata nemmeno sul tratto che va dal Baluardo di San Giacomo al Seminario. Il sistema di contrappesi all'altezza della balaustra è infatti largo 2,40 metri, e in alcuni punti occuperebbe l'intero marciapiede o addirittura sporgerebbe in via delle Mura. Visto poi che è impossibile, per i dislivelli del terreno sottostante, utilizzare camion dotati di braccio e piattaforma mobile, i volontari dovranno ricorrere di nuovo alla calata a corda doppia. E quando si avrà finito bisognerà ricominciare tutto da capo, perché la macchina della natura non si ferma mai. Per capirlo basta andare a Porta Garibaldi e guardare il tratto di parete ripulito l'estate scorsa, e da dove spuntano già cespugli di paulownia lunghi come un braccio. «Ai tempi della Repubblica di Venezia ricorda il presidente di OrobicAmbiente Giacomo Nicolini chi teneva pulite le Mura era esentato dalle tasse: ci sarà un motivo». Ma anche oggi c'è chi riconosce l'importanza dell'intervento. In questi giorni la Fondazione della Comunità bergamasca ha comunicato di avere concesso ai volontari un finanziamento di trentaduemila euro. L'oggetto dello stanziamento parla di «pulizia dal verde infestante e valorizzazione delle Mura Venete». Mentre alla voce «beneficiari» la Fondazione specifica, giustamente: «L'intera comunità».