Una ricchezza storica di grande valore versa da decenni in una situazione di totale degrado Nella maggior parte dei casi è impossibile procedere alle ristrutturazioni per mancanza di fondi MERCATO SAN SEVERINO. Un patrimonio di inestimabile valore architettonico, storico, culturale e religioso rischia di scomparire. È quello costituito da 6 antiche chiese e una congrega sparse sul territorio, tutte chiuse al culto da secoli o decenni, in alcuni casi invase da erbacce o addirittura da alberi. Ecco quali sono. Nella frazione Costa, in seguito al terremoto del 23 novembre 1980, è chiusa al culto la chiesa della "Santissima Annunziata". Due anni fa circa, crollò anche parte del portone d'ingresso. A febbraio scorso, le raffiche di vento scoperchiarono il tetto in lamiera, scaraventandolo in un giardino di proprietà privata: la tragedia fu solo sfiorata perché l'episodio avvenne a notte fonda. Non è possibile abbattere l'edificio perché è sottoposto al vincolo da parte della Soprintendenza. «Per ristrutturarla - dice il parroco, don Raffaele De Cristofaro - servirebbe un milione di euro circa che la nostra parrocchia non ha a disposizione. La situazione è nelle mani della Curia». Negli anni '90 fu costruita, a poca distanza, una nuova chiesa parrocchiale, a forma circolare. A Spiano, da alcuni secoli, è sconsacrata la chiesa detta "Terrasanta", risalente al XII secolo. Un gioiello d'arte, violato da erbacce che coprono il tetto. A Ciorani, è chiusa al culto la chiesa parrocchiale di "S. Nicola", posta al confine con Bracigliano. Dopo il sisma del 1980, iniziarono i lavori di recupero, ma poi si bloccarono. Al suo interno, c'è ancora l'impalcatura in ferro, ormai arrugginita. Era la chiesa preferita dal Beato Gennaro Maria Sarnelli, che lì si ritirava a pregare, e le cui spoglie riposano nella vicina Chiesa della "Santissima Trinità" dei padri liguorini. A S. Angelo, è in rovina la chiesa di "S. Giovanni", di proprietà privata, posta al centro della frazione. A Curteri, sono rimasti pochi ruderi della chiesa "S. Marco a Rota". A Piazza del Galdo è chiusa da decenni una congrega, di sicuro da prima del terremoto del 1980. Poi, restano da segnalare una chiesetta abbandonata nella frazione Acquarola e l'eremo di S. Elia, situato sulle colline tra Acquarola e S.Angelo. A Mercato S. Severino capoluogo, infine, non è più utilizzato l'antico campanile di S. Giacomo, sovente invaso da alberi ed erbacce. Di fronte a questo quadro così triste, c'è la felice notizia del recupero di un'ex congrega, a S. Eustachio che, grazie al lavoro encomiabile dell'anziano parroco, don Marzio Napoli, è pronta per tornare a essere utilizzata: sarà inaugurata dopo l'estate. Il Comune, da parte sua, fa quel che può, non essendo competente nel settore. Pochi anni fa, l'Ente locale ha recuperato l'eremo di "S. Magno" ad Acigliano e ora ha ottenuto un finanziamento di oltre 3 milioni di euro per la riqualificazione del convento "S. Antonio" e di S. Marco a Rota.
CAMPANIA - San Severino, il patrimonio delle sei chiese abbandonate
A Mercato San Severino, un patrimonio storico di 6 chiese e una congrega è in stato di degrado. Le chiese sono state chiuse al culto da secoli o decenni e sono state invase da erbacce o alberi. La situazione è critica, con la necessità di fondi per le ristrutturazioni. Il parroco, don Raffaele De Cristofaro, richiede un milione di euro per la ristrutturazione della chiesa della "Santissima Annunziata". La situazione è nelle mani della Curia. Alcune chiese sono state costruite in nuove forme, come la chiesa parrocchiale a Spiano, ma molte altre sono state abbandonate.
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