Centinaia di casse piene di materiale di scavo stipate nell'ex fabbrica Cirio. Struttura utilizzaata dai senza dimora CAPACCIO. Una decina di anni fa fu acquistata per circa tre milioni di euro dalla Soprintendenza. Oggi, l'ex fabbrica di pomodori della Cirio, situata nell'area archeologica di Paestum a pochi passi dai maestosi templi, è diventata un rudere fatiscente, spesso rifugio per extracomunitari. E, come se non bastasse, è stata divelta la porta in ferro dell'ex cucina dello stabilimento dove sono custoditi alcuni reperti archeologici di scavi effettuati nel 2005, come risulta da alcuni fogli dove sono annotati i giorni con le attività eseguite. Reperti che raccontano una pagina di storia lasciati alla mercé di chiunque e che, probabilmente, sono stati depredati durante gli anni scorsi. Non è assolutamente difficile avere accesso allo stabilimento. Purtroppo nella parte antistante, che insiste sulla strada principale, in più occasioni è stata forzata una piccola porta in ferro che anche, nei giorni scorsi, era aperta. La stessa Soprintendenza più volte ha provveduto a sistemare un catenaccio ma puntualmente è stato manomesso. La struttura è tutt'altro che inaccessibile. Una volta dentro, basta dirigersi verso la stanza che custodisce i reperti e saccheggiarli. Si tratta di decine e decine di cassette in legno e plastica contenenti i risultati delle attività di scavo. Su alcune scatole in legno si trovano scritte del tipo "Q 14, 23031977 crollo Amb a w del muro A ". Su altre ci sono scritte, che fanno riferimento a reperti del Santuario di Santa Venere, in altre al sito di San Nicola nel comune di Albanella. Resti di anfore ed altri oggetti. Non è chiaro il valore di questa ingente mole di reperti. Però viene da chiedersi, a che sono serviti gli scavi (per i quali sono stati spesi dei soldi) se poi i reperti sono stati abbandonati? È ipotizzabile, visto la facilità di accesso, che una parte, magari quelli più importanti, siano stati trafugati dai tombaroli che spesso hanno saccheggiato, in particolare, le antiche sepolture di Paestum che insistono nelle necropoli depredandole degli arredi.
Paestum, reperti archeologici alla mercè dei ladri
Un'antica ex fabbrica Cirio a Paestum, utilizzata dai senza dimora, è stata trasformata in rudere fatiscente. La struttura, acquistata dalla Soprintendenza per circa tre milioni di euro, ospita decine di cassette di reperti archeologici. La porta in ferro dell'ex cucina è stata diveltata, permettendo l'accesso allo stabilimento. I reperti, che includono anfore e altri oggetti, sono stati lasciati alla mercé di chiunque. La Soprintendenza ha provveduto a sistemare un catenaccio, ma è stato manomesso più volte. È probabile che i reperti siano stati trafugati dai tombaroli, che spesso saccheggiano le antiche sepolture di Paestum.
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