CABRAS Il titolo era decisamente evocativo, talmente tanto che le autorità e i rappresentanti della politica locale hanno preferito restare in disparte. L'assessore regionale alla cultura, Claudia Firino, aveva già chiarito da tempo il suo punto di vista, rispedendo al mittente l'invito. Ma al convegno "I giganti riscrivono la storia del Mediterraneo", all'ultimo momento ha dato buca anche il sindaco, Cristiano Carrus. Gli organizzatori non si sono scoraggiati e hanno comunque raccontato il loro punto di vista su una vicenda che spesso ha messo in contrapposizione le due facce dell'archeologia, quella ufficiale e quella praticata dai semplici appassionati. Il risultato non è stato un volo pindarico spiccato all'ombra di teoria strampalate, anzi. Gli appassionati convocati in laguna da Gigi Sanna, il professore, hanno esposto punti di vista mai sopra le righe e spigolature che, forse, non possono essere approfondite dal mondo accademico. Dopo la proiezione del video musicale "Mont'e Parma" degli Istalenaes protagonisti della rassegna Voci di Maggio il tavolo dei relatori è stato occupato da Aba Losi, che ha parlato della centralità delle luce nel mondo nuragico e del simbolismo legato ai tori, che unirebbe gli antichi abitanti della Sardegna all'antico Egitto. Poi è stata la volta di Angelo Ledda, che ha descritto alcuni aspetti architettonici delle statue, e di Gigi Sanna, autore del testo "nuragico" che apre la canzone degli Istentales dedicata proprio alle statue del Sinis. Non potevano mancare gli accenni ai popoli del Mare, come gli Shardana, messi a fuoco da Giovanni Masala che ha raccontato un'opera lirica firmata da Ennio Porrino nel 1959 e dedicata proprio al popolo misterioso.
SARDEGNA - Letture alternative a Mont'e Prama per una storia tutta da riscrivere
Il convegno "I giganti riscrivono la storia del Mediterraneo" è stato organizzato da Gigi Sanna e ha visto la partecipazione di vari esperti e appassionati. L'assessore regionale alla cultura Claudia Firino e il sindaco Cristiano Carrus hanno rifiutato l'invito. Gli esperti hanno esposto punti di vista innovativi e spigolature sulla cultura nuragica, come la centralità della luce e il simbolismo dei tori. Il convegno ha anche toccato il tema dei popoli del Mare, come gli Shardana, e ha presentato un'opera lirica del 1959. Gli organizzatori hanno mantenuto la serenità nonostante le reazioni negative dei rappresentanti della politica locale.
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