GAVORRANO Il corteo dionisiaco che balla attorno all'anfora racconta il passato di questa terra, tracciando una linea diretta con il futuro grazie alle riproduzioni in 3D e alle innovazioni multimediali in grado di riportare in vita i costumi dell'antico popolo etrusco. Allora possiamo vedere il girotondo dei nobili che cantano alla bella stagione, oppure le vesti dei patrizi riprodotte con la carta. È un gioco continuo quello tra passato e futuro alla Rocca di Frassinello, capace di collezionare prestigio un passo alla volta al di là del vino: prima con il progetto di Renzo Piano, poi con l'opera tutt'ora esposta al centro della cantina di David LaChapelle e oggi con una necropoli etrusca. «Questi ritrovamenti sono importanti per l'immagine del nostro vino nel mondo, soprattutto in Cina, dove sono convinti che il vino voglia dire Francia spiega il padrone di casa, Paolo Panerai Invece, fu Giulio Cesare a portare là le vigne nel 60 avanti Cristo. Le tombe e i reperti qui esposti dimostrano al contrario che la nostra tradizione è ben più antica». La scoperta di questi resti, che si poggiano in una culla dove le tracce etrusche non si contano, tra le campagne di Vetulonia e quelle di Gavorrano, risale a una quarantina d'anni fa. Ma allora non c'erano le risorse per poter scavare e restaurare, così è stato necessario attendere dei decenni per poterle vedere di nuovo al loro antico splendore. Merito della Soprintendenza dei beni Archeologici di Siena e all'Università di Firenze che si sono impegnate sul sito, da ieri aperto al pubblico con tre delle nove tombe che lo compongono completamente restaurate. «Le altre sei verranno ristrutturate col tempo» spiega Luca Cappuccini dell'Università di Firenze. «Tutte insieme rappresentano un'ulteriore testimonianza su come era organizzata la società etrusca» continua. Sono i reperti trovati nelle tombe a raccontarlo: come il pezzo di un carro, oppure le anfore, oggetti che dovevano appartenere a famiglie facoltose. Non è necessario entrare nella cantina per poterle visitare. La necropoli infatti si estende lungo un sentiero a fianco del bosco, che ripercorre la strada dei poderi che porta a Potassa. Gli esperti dicono che la loro costruzione risale al quinto secolo avanti Cristo, esattamente come i reperti che sono stati ritrovati al loro interno. Anfore, vasi e utensili vari, visibili in una mostra allestita in quello che fino a pochi giorni fa era il magazzino della cantina, ridisegnato completamente da Italo Rota, la stessa mente che ha firmato il museo del Novecento a Milano, l'Art Food e altri eventi che legano passato, presente e futuro. «Frassinello ci spiega come il mondo contemporaneo è composto di infiniti ponti tra passato e futuro» dice lo stesso Rota. È qui infatti che il tempo si mescola, tra le antichità e le nuove tecnologie, dalle statue in 3D alle foto in volo sulla necropoli di un drone che scorrono ininterrottamente alle pareti. I materiali archeologici ovviamente restano di competenza della Soprintendenza, ma resteranno esposti in questa mostra per sei mesi con la possibilità di rinnovare l'evento, come spererebbe tutto il team della Rocca di Frassinello. Ed esattamente come è accaduto con La Chapelle e la sua opera, anche gli etruschi guidati da Dioniso verranno stampati su un'etichetta per un numero limitato di bottiglie di vino, che verranno vendute insieme a vasi in terracotta, gli stessi con cui bevano gli etruschi. Continuando sullo stesso gioco, tra passato e futuro. «Il vino racconta sempre un territorio e la sua storia» ricorda Panerai.
LA MAREMMA E LA SUA STORIA
La Rocca di Frassinello, una cantina di vino in Toscana, ha aperto al pubblico una mostra sulla necropoli etrusca scoperta sulla sua proprietà. La mostra presenta tre delle nove tombe completamente restaurate e altre sei che verranno ristrutturate col tempo. I reperti trovati nelle tombe dimostrano che la tradizione del vino in questa zona risale al quinto secolo a.C. e non al 60 a.C. come si pensava. La mostra utilizza tecnologie innovative come le statue in 3D e le foto in volo per riportare in vita i costumi dell'antico popolo etrusco. Il vino della cantina sarà anche stampato su etichette con immagini degli etruschi guidati da Dioniso.
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