ROMA. Tremonti parlava di dare lo spiagge in concessione per 99 anni. Adesso un deputato di Forza Italia dice 90 anni e via con casinò e alberghi di lusso: spremiamo per benino chi ha soldi. Idea tremontiana, anche se Guido Crosetto giura che è un'idea sua. Forse, mormorano i maligni, stavolta Forza Italia ha scelto un parlamentare di terza fila solo per vedere l'effetto che fa (dopo gli sberleffi che piovvero su Tremoliti). Effetto pessimo, perche il ministro Buttiglione ha subito detto che non se ne farà nulla. Eppure tutti hanno capito che dietro quell'idea c'è Berlusconi. Già il 26 aprile, quando Tremonti se ne esce con la storia delle spiagge da piazzare, le irritazioni nel governo si fanno sentire. Il commento più ostile e significativo è quello del ministro dell'interno Pisanu, anche lui di Forza Italia come Tremonti. «Finalmente la questione meridionale si risolve ai pubblici incanti», dice l'ironico Pisanu. Tutti notano che l'idea di Tremonti arriva dopo la scoppola elettorale nel Sud. Pochi la prendono sul serio. Stefania Prestigiacomo, siciliana, ministro per le Pari opportunità, parla di «fantasiose ipotesi» che non aiutano lo sforzo del governo per il Sud. Altero Matteoli, livornese. ministro dell'Ambiente, dice di augurarsi che quella di Tremonti sia «solo una provocazione». Nel centro-sinistra, il capogruppo della Margherita alla Camera Pierluigi Castagnetti sostiene che neppure da un «governo balneare» come il Berlusconi bis c'era da aspettarsi tanto, mentre Fabio Mussi, coordinatore del correntone Ds, ricorda una famosa frase di Mussolini per dire che Pisanu ha fermato Tremonti «sul bagnasciuga». Il capogruppo Ds al Senato Gavino Àngius scherza sulla possibilità di «vendere le Alpi» a Tremonti. Il 4 maggio, rispondendo alla Camera, il ministro Giovanardi spiegava che si tratta di «allungare il termine di durata delle concessioni in modo di costituire un profilo temporale tanto lungo da incentivare gli operatori turistici ad investire».