È già consultabile sul portale "Giovanni Pascoli nello specchio delle sue carte" all'indirizzo pascoli.archivi.beniculturali.it, il carteggio (corrispondenza) di Maria Pascoli. Il progetto attraverso cui si rendono digitali e corredati da una descrizione informatizzata le carte presenti nell'Archivio Pascoli, già in compimento da alcuni anni, sta rendendo il prezioso materiale del poeta e della sorella, conservato presso la casa-museo sul colle di Caprona a Castelvecchio, disponibile agli utenti web. Al termine del lavoro, tutti i documenti di Casa Pascoli saranno disponibili online ed impreziositi dalla relativa schedatura. L'ultima parte pubblicata, riguarda le lettere quindi l'epistolario di Maria composto da circa quattordicimila carte relative all'arco temporale compreso tra l'anno della morte del poeta, quindi il 1912, arrivando fino al 1953 ovvero quando l'autrice della propria corrispondenza scomparve. L'importanza della pubblicazione dell'archivio di Maria Pascoli, meglio conosciuta come Mariù, è rimasta per molti anni in secondo piano rispetto a quello dell'esimio fratello, tanto che lo stesso Mario Donadoni, ovvero la prima figura che redasse l'inventario dei fondi pascoliani nella seconda metà degli anni '50, poco curandosene lo giudicò di "scarsa importanza". Ma la recente operazione di digitalizzazione e descrizione delle carte pascoliane, a cura della Soprintendenza Archivistica della Toscana, ha condotto verso una nuova attenzione nei confronti del fondo di Mariù. Infatti, gli studi recenti fatti durante tali operazioni a Casa Pascoli, hanno permesso di far venire a galla grazie alle lettere di Mariù la sua rete di rapporti personali, amicizie, segnalazioni, raccomandazioni, incentrata soprattutto sul piccolo mondo barghigiano vicino alla "signorina di Castelvecchio"; ma nono solo: è infatti grazie alle personali relazioni col mondo editoriale, le associazioni culturali e le istituzioni nazionali che si completa arricchire e soprattutto confuta la "scarsa importanza" del fondo. Ebbene, in base a questi motivi affiora la figura di una piccola ma grande donna, come più volte viene definita, forte e consapevole di sé stessa in fatto di capacità e dei propri mezzi, lontana da quell'immagine affidatale dal folklore pascoliano. Adesso, dopo questo importante passo, il lavoro sta volgendo verso le agende di Mariù, sulla produzione letteraria e gli altri documenti della "candida soror", come definita da suo fratello Giovanni, il poeta della "Valle del bello e del buono".(f.c.)