SI sa come va nel Bel Paese, basta smuovere una zolla di terra per far riemergere un tesoro del passato. E così, per non smentire il modo di dire, sotto i colpi della pala meccanica che sta scavando il nuovo parcheggio sotterraneo di corso Galileo Ferraris, è tornato alla luce un pezzo della Cittadella di Torino. Un muraglione del cosiddetto rivellino o mezzaluna "Des invalides": una di quelle fortificazioni triangolari messe a protezione dei bastioni veri e propri che circondavano il Mastio, l'unica vestigia ancora in piedi dell'antica fortezza Cinquecentestesca che protesse Torino durante l'assedio francese del 1706. La sorprendente scoperta, soprattutto per chi in questi giorni si trova ad affacciarsi sul cantiere dai palazzi attorno alla palizzata blu di corso Ferraris, non era del tutto inattesa per gli esperti: le ricerche storiche e i sondaggi preliminari fatti nel 2009 dai tecnici del Comune e dagli archeologi della Soprintendenza avevano messo in luce la possibilità di fare dei rinvenimenti di questo genere, ma non si sapeva quale fosse l'effettivo stato di conservazione delle strutture, in parte già demolite a partire dal 1856 per fare spazio al viale alberato ottocentesco. «Che andando a scavare in quel punto si sarebbe incrociato un pezzo di Cittadella era noto da tempo, bastava sovrapporre le carte del tempo con quelle di oggigiorno. In quel punto denuncia il generale Sebastiano Ponso, direttore del Museo "Pietro Micca" non si sarebbe mai dovuto scavare alcun parcheggio. E adesso demoliranno tutto". I rinvenimenti, dopo essere stati rilevati e documentati dagli architetti della Soprintendenza, saranno infatti smantellati per non interferire con la canna del parking sotterraneo e con i lavori di scavo. Una parte delle murature saranno conservate in una sala espositiva che la ditta vincitrice dell'appalto si è impegnata a realizzare, così come gli imbocchi alle gallerie sotterranee di contromina che portavano dal Mastio al forte del Pastiss e che si cercherà di recuperare, se non altro verso via Cernaia. Gli appassionati di Pietro Micca e dell'epopea dell'Assedio del 1706 dovranno chiudere gli occhi per non piangere di fronte alla demolizione del muraglione del rivellino "Des invalides". Ma avranno di che consolarsi con la contropartita, prevista come opera di compensazione, dagli accordi tra Comune e Soprintendenze: un moderno ascensore e una scala saranno costruito a spese della ditta che sta scavando il parcheggio che consentirà di rendere fruibile a aperto al pubblico il forte sotterraneo del "Pastiss", nascosto quasi intatto sotto i palazzi di corso Matteotti e via Papacino. "Non si sarebbe dovuto abbattere nulla chiarisce il generale Ponso Ma almeno avremo finalmente un punto di accesso alla "casamatta di controscarpa" del Pastiss". Cioè alla fortificazione, costruita nel 1572 e riscoperta nel 1958 dal generale Guido Amoretti, che serviva per colpire alle spalle i nemici che si fossero calati nel fossato della Cittadella e per sventare possibili mine con un articolato sistema di gallerie. Dal Comune, dove i tecnici dell'assessorato alla Viabilità, guidato da Claudio Lubatti, seguono passo passo il progetto del parcheggio, si tratta di "un'opportunità, per creare spiegano un collegamento accessibile al pubblico con il Pastiss rendendo visitabile l'opera, autentico "unicum" per la complessa ed originale architettura e capolavoro dell'ingegneria e della strategia militare del XVI secolo