Legambiente e altri attivisti ambientalisti organizzano un flash mob La Sovrintendenza taglia i pini nel real sito di Carditello Un flash mob contro il taglio dei pini nel Real sito di Carditello. Legambiente e altri attivisti ambientalisti si sono dati appuntamento prima di mezzogiorno davanti ad uno dei cancelli d'ingresso della reggia borbonica, per protestare contro il taglio di pini secolari disposto dalla Sovrintendenza di Caserta, nell'ambito dei lavori di ripristino dell'ex casino di caccia dei Borbone. Sinora sono stati abbattuti 19 pini. Ne restano altri 24. Il progetto, a firma dell'architetto Giuseppina Torriero, prevede, tra le altre cose, la: "Sistemazione delle aree verdi che costituiranno le parti comuni del complesso, mediante pulizia delle aree, taglio delle piante che costituiscono alterazione dell'antica configurazione del Real Casino, creazioni di progetti mirati di recupero dei giardini...". Ma gli ambientalisti non ci stanno. "Le piante non vanno tagliate. Chiediamo lo stop dei lavori, per quanto riguarda l'abbattimento dei pini - dice Francesco Pascale di Legambiente e promotore dell'iniziativa di protesta - e chiediamo anche un incontro per capire le scelte che ha fatto la sovrintendenza e discuterne, per verificare insieme eventuali soluzioni". "Non bisogna tagliare le piante - spiega Mario Schiavone, agronomo e amministratore del comune di Casal di Principe - le motivazioni poste alla base di questa decisione da parte dell'architetto Giuseppina Torriero della Soprintendenza, che non è un esperta di paesaggio ambientale, nè di paesaggio storico, sono abbastanza ridicole. Definire una pianta non autoctona come quella del "Pinus pinaster" è un errore grossolano. Da duemila anni fa parte del nostro ambiente naturale. Al tempo dei romani esisteva già questa pianta. Quindi non c'è una motivazione a ripristinare il paesaggio vanvitelliano che è sempre lo stesso da qualche migliaio di anni. Alla reggia di Caserta, c'è un orto, la flora, dove sono catalogate tutte le piante e il pino è catalogato come una pianta autoctona". "Io sono per una Carditello viva - afferma Ferdinando Cimino, uno degli amici della prima ora del Real Sito - lontano dalle ipocrisie e dalle bandiere di partito che rappresenti il riscatto definitivo del territorio. Questa del taglio degli alberi non è un'azione che ci aiuta a pensare ad un riscatto". Tra i presenti al flash mob anche Raffaele Zito, punto di riferimento di Agenda 21, associazione che ha avuto una parte importante nel risvegliare l'attenzione verso il real sito. Ora, però, è nell'occhio del ciclone, perché da più parti arriva l'accusa di non aver protestato contro il taglio dei pini. "Non è così - afferma Zito - la sovrintendenza il 17 maggio 2014 ha pubblicato il progetto integrale di ciò che doveva essere fatto a Carditello. Agenda 21, il giorno dopo, ha diffuso il progetto, chiedendo a tutti di avanzare osservazioni. Ma nessuno ha detto niente. Poco più di una settimana dopo abbiamo fatto un'assemblea proprio sui Pini, che è solo uno dei problemi che ci sono in questo progetto di recupero. In questa vicenda penso che stiamo guardando il dito e non la luna. Quello che soprattutto qui non va bene è la scelta delle malte e la scelta del cemento armato per il ripristino dei luoghi e delle facciate. Ma di questo nessuno discute. Allora dobbiamo metterci d'accordo. O si parla sempre su tutto e non si fa fare niente a nessuno, oppure ci stiamo zitti e andiamo avanti". Davanti al cancello del complesso borbonico, anche il sindaco di Casal di Principe, Renato Natale, che spiega: "Tre giorni fa, facendomi interprete delle preoccupazioni della popolazione locale, ho inviato una nota alla Sovrintendenza con la quale ho chiesto di capire perché tagliavano i pini. Ma alla mia lettera sinora non c'è stata alcuna risposta". IMMAGINI: