Vicenza, per l'insediamento di Borgo Berga indagato direttore del settore urbanistica L'insediamento di Borgo Brega, a Vicenza Per Antonio Bortoli, ora direttore generale del Comune, 'ipotesi di reato è abuso di ufficio. Il procedimento fu aperto nell'ottobre del 2013, dopo un'inchiesta su Repubblica.it VICENZA - C'è un primo indagato nell'inchiesta della Procura di Vicenza sul mastodontico insediamento di Borgo Berga, che comprende persino il Tribunale, oltre a edifici residenziali e commerciali e che deturpa il paesaggio ai piedi del monte Berico, a pochi passi dalla Rotonda di Andrea Palladio. Il procedimento venne aperto nell'ottobre del 2013, qualche giorno dopo l'uscita su Repubblica.it di un'inchiesta sulla vicenda. Per il reato di abuso d'ufficio è indagato Antonio Bortoli, ora direttore generale del Comune, al tempo direttore del settore urbanistica. L'accusa: aver garantito la regolarità dell'intervento e aver favorito i costruttori privati a danno del Comune. Quasi contemporaneamente emerge che anche l'Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone ha avviato un'istruttoria sull'insediamento con molte contestazioni. Mentre per presunto danno erariale indaga la Corte dei Conti. Borgo Berga è una ferita aperta da anni. Sono mobilitate associazioni ambientaliste e comitati di cittadini riuniti sotto la sigla di Out (Osservatorio urbano territoriale). Fra il luglio 2013 e il maggio 2014 sono stati presentati tre esposti alla Procura, mentre due senatori del Movimento 5 Stelle ne hanno inviato un altro all'Autorità anticorruzione. Tantissime le irregolarità contestate. L'insediamento sorge su una lingua di terra, una penisola alla confluenza di due fiumi, il Bacchiglione e il Retrone. Siamo nel cuore del paesaggio palladiano, quello che l'architetto cinquecentesco disegnò come punto di raccordo fra la campagna e il centro della città. A duecento metri da qui Palladio realizzò uno dei suoi capolavori, la Rotonda. L'operazione immobiliare inizia nei primi anni Duemila con l'amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Enrico Hullweck. A Borgo Berga aveva sede lo storico stabilimento industriale Cotorossi, dismesso da tempo e venduto a una società di Silvio Berlusconi. E poi transitato nel portafoglio della potente Maltauro, la società di costruzioni finita in tante inchieste giudiziarie, ultima quella dell'Expo. In quell'area il Comune decide di costruire il nuovo Tribunale. In cambio i privati ottengono l'edificabilità di una superficie di oltre centomila metri quadri. Nel 2006 il Cotorossi viene demolito, nonostante la Soprintendenza avesse dettato prescrizioni che non sono state rispettate. Per prima cosa si mette mano all'imponente Tribunale, che, secondo gli esposti sui quali indaga la Procura, sarebbe abusivo perché non rispetta le distanze minime dall'argine del fiume (per paradosso, la Procura ha sede proprio nell'edificio contestato). L'intera zona è delicatissima: ancora non è spento il ricordo dell'alluvione che flagellò la città nell'autunno del 2010, quando esondarono proprio il Bacchiglione e il Retrone. Nel 2008 cambia l'amministrazione, ma nonostante da consigliere regionale avesse tuonato contro il Tribunale (definito "un mostro"), il nuovo sindaco Achille Variati (Pd) fa approvare una variante urbanistica che conferma tutte le volumetrie degli edifici commerciali e residenziali ancora non costruiti. Viene solo modificata la viabilità. Il nuovo progetto, realizzato da due architetti portoghesi, Gonçalo Byrne e Joao Nuñes, si rivela quasi identico al precedente. È proprio questa variante, predisposta da Bortoli, l'oggetto dell'inchiesta giudiziaria. Stando alle notizie che trapelano, sono state effettuate perquisizioni nell'ufficio e nell'abitazione privata del dirigente comunale. Sarebbero in corso anche accertamenti bancari. In base a una consulenza chiesta dalla Procura, l'accordo fra il Comune e i costruttori sarebbe molto più vantaggioso per questi ultimi: ammonterebbe a 11 milioni il danno per la parte pubblica. Stando alle carte dell'inchiesta, Bortoli avrebbe consentito «modalità edificatorie illegittime, attestando anche in maniera falsata la proporzionalità delle prestazioni corrispettive fra privato e Comune». L'Autorità anticorruzione ipotizza uno scenario analogo. In sostanza gli accordi fra Comune e privati conterrebbero uno squilibrio nei profitti del privato a tutto danno dell'amministrazione. Inoltre, sostengono all'Anac, le opere di urbanizzazione si sarebbero dovute effettuare con una gara pubblica e non, com'è accaduto, essere affidate direttamente. Ora gli edifici sono in via di completamento. Tutta l'area è sconvolta. L'impatto visivo è quasi surreale. Ma non sono finiti qui i tormenti di questo lembo di pregiato paesaggio palladiano: a poche centinaia di metri da Borgo Berga dovrebbe sbucare un tunnel che passa sotto monte Berico, opera complementare prevista dai lavori per l'Alta velocità. Con il rischio che si stravolga per sempre un assetto sul quale vigila anche l'Unesco, più volte chiamata in causa dai comitati di cittadini.