Compie 60 anni il Museo ex carcere delle SS Il Museo di Via Tasso compie sessanta anni. E li celebra mercoledì con un convegno in Campidoglio alle 17 nella sala Pietro da Cortona, dove interverranno col presidente del museo Antonio Parisella Vera Michelin Salomon, detenuta nel carcere delle Ss di via Tasso e deportata, Letizia Ermini Pani, archeologa, presidente della Società romana di storia patria, figlia dell'allora ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Ermini, che dette l'impulso alla realizzazione del Museo, Ernesto Nassi, presidente dell'Anpi di Roma e l'assessore Paolo Masini. Giuliano Amato ricorderà la figura di Giuliano Vassalli, detenuto di via Tasso, antifascista, ministro della Giustizia dal 1987 al '91. Sessanta anni di un luogo di orrore gestito da Kappler e Priebke con vittime come Bruno Buozzi e Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo. Spesi per riportare alla luce sofferenze e eroismi delle vittime del nazifascismo in quella lugubre palazzina di via Tasso 145, restituita poi dal 1955 a luogo della memoria. Un sessantennio costellato da un'infinità di difficoltà, materiali e non solo, che i dirigenti del Museo hanno saputo affrontare mettendo a volte di tasca propria è ciò che ha fatto più volte Paolo Emilio Taviani presidente dell'istituzione fino alla sua morte nel 2001 - ciò che lo Stato non garantiva neanche per le spese ordinarie come le bollette della luce. Non sono mancati gli insulti e perfino gli odiosi attentati, ma il Museo con il suo piccolo staff è riuscito ad andare avanti accogliendo con molti volontari figli di vittime (come Modestino De Angelis) i ragazzi delle scuole in visita. E tra le sue mura si sono celebrate anche iniziative della memoria, come l'assegnazione del premio Ugo Forno dedicato al giovanissimo dodicenne, ultimo caduto della difesa di Roma. Nel Museo Storico della Liberazione ci sono passaggi che colpiscono i visitatori per il linguaggio diretto, come quei graffiti sui muri delle piccole celle con cui si avvertivano i detenuti di qualche spia o delatore (celebre è il disegno fatto con un chiodo della sagoma di un coniglio, a indicare un soggetto pericoloso con quel cognome...). E poi a pianterreno, nella biblioteca, alcuni oggetti dei resistenti dell'8 settembre '43 come la gamella del soldato Baldinotti morto carbonizzato nel suo piccolo carro armato con cui si era lanciato contro una colonna di tedeschi.