Salò mira al ruolo di capitale gardesana e punta sulla cultura. Sabato sarà inaugurato il MuSa, che riunirà vari istituti culturali. Parlano il sindaco Cipani e il presidente Guerri. C i vuole un bel coraggio ad aprire un museo di questi tempi. Tempi di ristrettezze economiche, bilanci comunali stritolati dalla spending review, risorse sempre più dirottate sulla spesa corrente, investimenti quasi a zero. Figuriamoci poi per la cultura Eppure a Salò ce l'hanno fatta. Sabato 6 giugno alle ore 17 in via Brunati 9 si apre il MuSa, il museo della città. Un'operazione partita da lontano. Oltre sei anni fa, quando prima della conclusione del suo mandato, il sindaco di allora Giampiero Cipani, inaugurò l'edificio (vuoto) del complesso di Santa Giustina, in origine un collegio dei padri Somaschi, ristrutturato di fresco dagli architetti De Carli e Bigogno. L'acquisizione era frutto di un project financing, un accordo tra comune e privati (un gruppo di imprenditori, diversi valsabbini) che alla fine di realizzare una complessa operazione edilizia si erano impegnati a consegnare al comune gli spazi ristrutturati per allestire il museo civico per riunire tutte le raccolte civiche, il museo Nastro azzurro, il museo del violino, quello della Rsi. In tutto 1700 metri quadrati di superficie lorda calpestabile. Niente male. Negli anni successivi altri interventi all'interno del complesso di santa Giustina sono stati realizzati, ma solo con il ritorno alla guida del Comune del sindaco Cipani, l'impresa ha avuto il suo coronamento. Già, perché oltre agli spazi, era d'obbligo pensare all'allestimento che era stato affidato in precedenza all'architetto Tortelli con la curatela di Monica Ibsen. In totale il valore dell'operazione supera i cinque milioni di euro. Un milione per l'allestimento. Il tutto senza che il comune si impegnasse in un investimento diretto. Unico contributo «esterno», oltre a quello dei privati, trecento mila euro giunti dalla Regione Lombardia per i progetti territoriali collegati a Expo. Il complesso di Santa Giustina è di proprietà per il 36 per cento del Comune e il restante 64 per cento della Fondazione Opera Pia Carità laicale, di fatto un'emanazione del municipio, che gestisce l'impresa. Presidente è stato nominato Giordano Bruno Guerri. Investire sulla cultura dunque ma chi ve l'ha fatto fare? «È uno degli impegni forti del nostro mandato e dell a nostra amministrazione spiega Giampiero Cipani impegnarsi sulla cultura è uno dei nostri punti di forza. E continueremo a lavorare in questa direzione con il recupero della ex pretura e magari, chissà, anche riuscendo a restaurare lo storico teatro, anche se questo è ancora un progetto per cui serviranno tempo e risorse». Ma cosa conterranno le vetrine del MuSa? Intanto per i promotori dovrà essere il museo della conoscenza condivisa. Compito non facile da realizzare soprattutto se si pensa che una parte degli spazi espositivi saranno dedicati al ruolo di Salò durante i 600 giorni della Repubblica Sociale, che raccontano da angolazioni diverse il dramma di una generazione, quella della guerra civile. Ma il MuSa farà da cornice anche a preziosi materiali artistici. Salò può vantare una ricca collezione di disegni, inaugurata nel 1983 da un gruppo di cittadini che istituì un fondo di 43 opere, donato al Comune per lasciare testimonianza delle evoluzioni dell'arte e del tratto grafico dal secondo dopoguerra a oggi. La raccolta è stata arricchita e oggi vanta oltre 600 opere dei più importanti artisti italiani del Novecento, oggetto di mostre nazionali e internazionali. Da De Pisis, Romani e Martini, passando da Licini, Fontana e Sironi; dalle ricerche astratte di Soldati, Dorazio, Accardi e Sanfilippo, all'informale di Birolli, Morlotti, Vedova, Mandelli e Afro; dal neorealismo alle posizioni neofigurative di Forgioli, Francese, Cavaliere e Stagnoli fino alle espressioni più recenti, il MuSa mette in esposizione una sintesi variegata delle tendenze artistiche novecentesche. Altro periodo miliare nella storia è quello dominato da Venezia dal 1426 al 1797, durante il quale Salò divenne capoluogo della Comunità di Riviera o «Magnifica Patria». Come poi non dedicare ampio spazio a lui, Gasparo da Salò celebre liutaio cui si attribuisce l'invenzione del violino? E ancora: in ambito scientifico sono importanti anche gli antichi strumenti legati all'Osservatorio meteo sismico ospitato nella torre di Santa Giustina da ammirare accanto alla splendida collezione di codici trecenteschi e della bibbia romanica acquistati da Salò nel 1448 e gelosamente custoditi fino ad oggi dall'Ateneo della città. La raccolta del MuSa annovera anche la collezione di preparati anatomici di Giovan Battista Rini a testimonianza del fervore e dell'avanguardia scientifica della città nel periodo a cavallo tra Settecento e Ottocento. A cui si aggiungono molti altri elementi preziosi che costituiscono il racconto della storia della città attraverso spazi, tecnologie, soluzioni espositive tutte da scoprire. Da sabato 6 giugno a disposizione di tutti.