A.A.A. vendesi dimora d'epoca appartenuta alla regina di Spagna. L'annuncio apparirà presto sulla facciata di Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, sede storica della Provincia rinata povera ma con l'altisonante nome di Città metropolitana. Tanto povera da intonare quello che a molti appare un canto del cigno: mettere in vendita il gioiello di famiglia più prezioso, la propria sede di rappresentanza, per trovare i soldi necessari per fare quello che fino a poco tempo fa faceva senza sforzi. E cioè: garantire la manutenzione delle scuole superiori, l'asfaltatura di 3.200 chilometri di strade provinciali e lo sgombero della neve sulla rete di stradale di montagna. Servizi pubblici per i quali servono soldi, tanti soldi che prima c'erano e che adesso, sforato il patto di stabilità e abolita la Provincia, il governo ha smesso di mettere in conto: le strade, però, continuano ad aver bisogno di essere rattoppate e le scuole ad essere messe in sicurezza per evitare che caschino in testa agli studenti. Come fare, allora? Vendere, vendere tutto il patrimonio pubblico a disposizione: la Città metropolitana si prepara a varare un piano per l'alienazione dei propri immobili da 120 milioni di euro che, di fatto, oltre a Palazzo Cisterna, vera new entry nel panorama delle vendite, comprende tutto il patrimonio dell'ex Provincia, tutto meno la nuova sede di corso Inghilterra, anche se a qualcuno era venuto in mente di mettere anche quella nella lista consegnata l'altro ieri al ministero delle Finanze. Il problema si riproporrà il prossimo anno, quando non resterà più nulla da mettere sul mercato. I gioielli di famiglia portati al monte dei pegni sono tanti, spesso immobili di grande valore storico e artistico: c'è la Caserma Bergia di piazza Carlina, prima sede dell'Arma dei carabinieri e attuale quartier generale del comando piemontese, ci sono la Prefettura e il palazzo della Questura, ci sono i terreni edificabili di Ponte Mosca (9 milioni) e quelli di Grugliasco. Solo i primi due pezzi, assieme, sono stati valutati tra i 30 e i 40 milioni di euro; la sede della polizia 17 milioni. Negli anni scorsi si era tentato di convincere lo Stato a rilevare Prefettura, Questura e "Bergia", ma senza esito. Ora, però, in aiuto alla Provincia è arrivato il nuovo fondo del ministero delle Finanze, Invimit Sgr, dove saranno fatti confluire i tre immobili, altrimenti inalienabili, con la garanzia per gli investitori privati che ci saranno degli "inquilini", statali, che pagheranno affitti regolari e sostanziosi. Il discorso è diverso per Palazzo Cisterna: l'immobile è stato giudicato alienabile pur essendo stato la dimora d'origine della regina di Spagna, Maria Vittoria di Savoia-Aosta, ed è stato valutato circa 40 milioni. La vendita sarà fatta in blocco, con tutti gli arredi e le opere d'arte che vi sono all'interno e che dovranno essere mantenuti al loro posto sotto l'occhio vigile della Soprintendenza. L'edificio, uno dei più ricchi e belli della città, era stato acquistato dalla Provincia direttamente dai Savoia-Aosta nel 1940 per assicurare allo Stato, si legge nei documenti dell'epoca, «il possesso di un palazzo che richiama memorie care al cuore di ogni italiano, e in particolare di ogni piemontese ».