In Italia ormai è normale. Il Duomo di Milano (sempre avanti) ha addirittura aperto un ristorante (restduomo), il Battistero di Firenze in questi giorni promuove le scarpe di Ferragamo, la Cattedrale di Palermo contribuisce a far crescere il fatturato della Vueling inalberando sulla facciata questo grande telone giallo che racconta di un certo chierichetto che ha preferito mollare le sacre funzioni, e andarsene in vacanza a Barcellona. Dati i tempi, meglio non chiedersi che gli abbiano fatto, al povero chierichetto di questo infelice spot. Ma, più seriamente, ci si deve chiedere se una meravigliosa chiesa storica, una chiesa che accoglie i corpi di Federico II e di don Puglisi debba davvero ridursi così. Qualcuno, in passato, dissentì da simili mercificazioni: "Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato». I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora" (Giovanni, 2). Chissà cosa ne pensa, oggi, papa Francesco.