È affiorata pure l'eterna questione di palazzo de Nordis, dal dibattito fra i tre candidati alla carica di sindaco di Cividale. Con annesso, ennesimo pungolo alla Soprintendenza regionale. A rimettere il dito nella piaga è stato il primo cittadino uscente Balloch, che ha posto l'accento sulla «inerzia delle istituzioni sovracomunali» e rinnovato in direzione, appunto, della Soprintendenza l'appello alla celerità. «Vorremmo arrivare alla riapertura definitiva del bene entro l'inaugurazione di Mittelfest», ha ribadito. D'accordo sulla pretesa di tempi veloci Massimo Martina, il quale, tuttavia, ha sonoramente bocciato il progetto messo a punto dall'amministrazione civica per lo storico immobile di piazza Duomo (avallato, peraltro, dal ministero: il pianterreno è destinato a trasformarsi in centro d'accoglienza dei visitatori, secondo criteri e con strutture d'avanguardia): «Far diventare palazzo de Nordis un ufficio turistico è semplicemente un delitto», ha tuonato il leader del centrosinistra, contestando le politiche culturali poste in essere dalla giunta e annunciando le contromisure del caso. «È mia ferma intenzione ha chiarito nominare un assessore alla cultura. Una città come la nostra non può farne a meno. Sarà una figura dotata delle necessarie competenze». Michele Guastamacchia (Pli) per parte sua ha calcato l'accento sulle straordinarie potenzialità dei tesori artistici: «Sono la miniera di Cividale, oltre che dell'Italia intera. Valorizziamole e non servirà fare altro, per rilanciare il centro cittadino. Rivivrà per logica conseguenza».(l.a.)