DOPO tre anni dalla seconda grande scossa del terremoto che colpì l'Emilia, il 29 maggio, due chiese della città di Bologna sono ancora chiuse al culto, con tutti i disagi conseguenti per la vita parrocchiale. La più importante è la centralissima chiesa di Santa Maria Maggiore, con relativa canonica, in via Galliera, il più antico luogo di culto mariano di Bologna, circondata da una serie di palazzi senatorii. Una parrocchia che va da via Indipendenza a via Marconi e Riva Reno con 2.850 abitanti. Sul portone, un cartello avverte ancora che la chiesa «è stata chiusa al pubblico con ordinanza del Comune in attesa di consolidamento e restauro» e accanto si annuncia che «le sante messe si celebrano al Santuario della Madonna della Pioggia». Santuario vicino, di proprietà dell'Asp Città di Bologna, ma piccolo per la comunità, cosicché «matrimoni, comunioni e cresime si celebrano in altre chiese della città», ricorda il parroco, Rino Magnani. Il monsignore è salito in Curia con alcuni parrocchiani per chiedere che fare. Già, perché nel 2016, cioè fra un anno e mezzo, c'è la Decennale Eucaristica «e dobbiamo sapere come pianificare le iniziative pastorali, se la chiesa non fosse ancora agibile». La speranza è che possa essere riaperta nel 2016, ma poi rimane il restauro conservativo, con i relativi fondi da trovare. La chiesa, «trasformata nelle forme attuali da Paolo Canali nel 1665», come recita il cartiglio sulla facciata, ha subìto gravi danni strutturali, in particolare per tutta la lunghezza della navata centrale. La facciata si era staccata per alcuni centimetri, ma è l'unica parte della chiesa già consolidata, tanto che è già stato da tempo ripristinato il passaggio sotto il porticato, dove i clochard continuano a trovare rifugio notturno. «E' una chiesa molto complessa racconta il parroco - costituita da tre moduli storici che il terremoto ha scombinato, come tre vagoni di un treno ognuno dei quali vada per conto suo». Il progetto preliminare per la ristrutturazione della chiesa è stato esaminato il 16 luglio del 2014 e la Regione ha chiesto alcune integrazioni. In un procedimento dominato da una pesante burocrazia, il progetto esecutivo è stato presentato dalla Curia otto mesi dopo, nel marzo del 2015, un tempo abbastanza lungo «e integrato il 31 marzo 2015», come si legge nella scheda tecnica della Regione. L'inter non è ancora finito: il 28 aprile il progetto è stato inviato «per i pareri di competenza » al Servizio geologico della Regione e al ministero per i Beni Culturali «in attesa delle rispettive autorizzazioni». Per l'architetto Alfiero Moretti, direttore della struttura tecnica del presidente Stefano Bonaccini, commissario per il terremoto, «la risposta arriverà in non più di due mesi, poi la Curia dovrà fare l'appalto e con l'autunno potrà partire il cantiere. Devo dire che la Curia di Bologna è stata particolarmente attenta nel seguire le procedure». Il costo previsto per i lavori di Santa Maria Maggiore è di 762 mila euro, 200 provenienti dall'assicurazione della Chiesa. La somma pubblica disponibile è però di soli 445 milioni, il restante dovà essere coperto da una seconda tranche: per completare i lavori degli edifici pubblici mancano infatti 700800 milioni. Chiusa da tre anni è anche Santa Maria Assunta a Casaglia, piccola parrocchia con 280 abitanti. «I lavori iniziano tra un mese - dice don Mirco Corsini, parroco anche di Sant'Eugenio, in Saragozza - e poi vedremo quando riaprire la chiesa». In città sono molte altre le chiese danneggiate (per esempio San Francesco, o il Baraccano), ma non chiuse. Anche in provincia c'è ancora tanto da fare. In Regione, per esempio, ad oggi non è stato ancora presentato il progetto per la ricostruzione di Santa Maria del Carmine a Galliera, ma la consegna del progetto dovrebbe essere imminente. In questo caso, la spesa indicata sale a un milione e mezzo di euro. Alla data del 6 maggio, per quanto riguarda l'arcidiocesi di Bologna, che ha anche chiese lesionate in provincia di Ferrara, sono stati inseriti, nei piani 20132014, 71 interventi, per quasi 35 milioni di euro. Dei 61 progetti che superano i 50 mila euro di valore, 14 risultano non presentati (lo saranno però entro giugno). Dei 47 presentati, solo 9 hanno già chiuso l'iter, 10 sono in attesa di integrazione e 28, la maggior parte, per 21 milioni di euro, sono ancora in fase istruttoria come Santa Maria Maggiore.