Stanchina detta le linee: competenze accattivanti, saranno una bella sfida TRENTO. «Per quanto riguarda il turismo, la sfida sarà quella di allargare l'offerta. Mentre sul fronte dell'agricoltura si ricomincerà dal tavolo di lavoro istituito nella scorsa consiliatura». Roberto Stanchina parte in quarta. A soli tre giorni dall'ufficializzazione della sua presenza in giunta, il neo assessore alle politiche economiche e agricole, tributi e turismo dell'Andreatta bis parla con la sicurezza di chi ha già studiato la materia e sa dove vuole andare. «Del resto, vengo dalla grande scuola della presidenza di una circoscrizione. Un'esperienza che mi ha fatto capire molte cose» spiega l'esponente del Patt. Assessore Stanchina, lei è tra i pochi che fin dall'inizio avevano la certezza di una chiamata in giunta, visto il risultato elettorale. «In realtà il sindaco ha dimostrato subito di voler seguire una sua linea, senza guardare solo alle preferenze. Quindi fino all'ultimo non potevo considerarmi sicuro: sapevo che la scelta era legata a un suo ragionamento». Oltre ad aver «ereditato» lo sviluppo economico dal suo collega di partito Condini, si dovrà occupare di turismo. Il sindaco Andreatta, in campagna elettorale, ha più volte insistito sull'importanza di questo settore. Intimorito? «No, il turismo è una competenza accattivante, una bella sfida. Fino ad oggi il turismo era stato principalmente legato alla cultura. Oggi si deve aprire lo sguardo a una nuova visione, che abbraccia le attività economiche e l'agricoltura. Si deve iniziare a parlare di "turismi" e non solo di "turismo", perché esistono vari tipi di offerta: dall'enogastronomia fino al turismo ambientale. Persino il turismo architettonico. La sfida, in questo senso, sarà proprio quella di ampliare l'offerta». Pare di capire che condivide la decisione di separare il turismo dalla cultura. «Sì. Si tratta di un segnale importante per far capire che dopo dieci anni in cui si è investito sul binomio turismo-cultura, ora si scommette anche su altri orizzonti. Del resto, il rapporto tra cultura e turismo ormai è assodato e quindi è opportuno impegnarsi su altri fronti. Ma sia chiaro: la collaborazione con l'assessore Robol, per la cultura ma anche per lo sport, sarà totale». Prima parlava di agricoltura: per la prima volta questo settore viene esplicitato nelle deleghe di un assessore. «Sono molto contento, anche perché io stesso ho spinto per questo risultato. Trento è il comune agricolo più grande del Trentino, con circa 400 realtà agricole che hanno bisogno di un interlocutore diretto». Da dove parte l'assessorato all'agricoltura? «Nella scorsa consiliatura era stato istituito un tavolo di lavoro con tutti i soggetti interessati. Ripartiremo da lì». Lei arriva dalla presidenza di Ravina-Romagnano, Maule da Povo. E in giunta ci sono altri ex presidenti di quartieri: Biasioli, Gilmozzi, Robol. «La presidenza della circoscrizione è stata una grande scuola, ho capito molte cose. La presenza in giunta di così tante persone che arrivano da questo percorso dimostra la bontà del decentramento». In giunta ci sono anche due «esterne» che hanno creato malumori anche nel suo partito. Cosa ne pensa? «I malumori li capisco, anche se non credo che i canali di comunicazione ideali siano i social network. Un partito strutturato come il nostro ha le carte in regole per un ragionamento interno». Rimarrà segretario cittadino del Patt? «Si tratta di un ragionamento che si sta facendo all'interno della sezione».