Era chiusa dal 2011 per lavori. In programma visite guidate fino al 14 giugno Una torre con 300 anni di storia, che ha ospitato i più grandi astronomi del '700 e che ha visto portare a termine al suo interno le prime prove meccaniche di Giovanni Battista Guglielmini sulla rotazione della Terra. È con questo biglietto da visita che riapre, finalmente, il Museo della Specola dell'Università. Riapre dopo una chiusura, iniziata nel 2011 a causa di una serie di lavori improcrastinabili che sembravano non trovare mai la fine. Ora invece si potrà tornare ad arrampicarsi per le storiche e prestigiose scalette, anche con una serie di visite guidate fino al 14 giugno. Si tratta di un percorso all'interno della Torre (costruita tra il 1717 e il 1727) che si innalza dal tetto di Palazzo Poggi, esplorando le stanze che custodiscono gli antichi strumenti usati dagli astronomi dell'Istituto delle Scienze per arrivare fino alla cima della scala a chiocciola che porta i visitatori ad affacciarsi su una straordinaria vista panoramica di Bologna. Qui iniziarono le prime osservazioni sistematiche di Eustachio Manfredi rivolte alla scoperta di un moto annuo delle stelle «fisse», da cui poter trarre una verifica sperimentale della rotazione della Terra intorno al Sole e quindi della validità del sistema copernicano. Ci sono astrolabi e sfere armillari, quadranti astronomici e lunghi telescopi del Seicento, globi terrestri e celesti, cinquecentesche carte nautiche e carte cinesi del Seicento, tra le quali una rarissima grande mappa terrestre di Matteo Ricci. E anche telescopi sette-ottocenteschi, orologi a pendolo, camere fotografiche e strumenti di lavoro e calcolo del Novecento. Ci sono inoltre i due «telescopi a tasselli», realizzati da Guido Horn d'Arturo, riconosciuti come i primi esempi di multi-mirror telescope , ancor oggi perfettamente conservati. Horn d'Arturo fu chiamato a dirigere l'Osservatorio astronomico nel 1921 per esserne poi allontanato i seguito alle leggi razziali. Risale alla sua direzione l'abbandono dell'antica Specola con l'inaugurazione nel 1936 della nuova Stazione astronomica di Loiano, sul monte Orzale, a 40 chilometri da Bologna. Insomma, c'è una storia ricchissima in quell'antica torre che svetta sulla zona universitaria. Negli anni precedenti alla chiusura la Specola ha collezionato oltre 18 mila visitatori l'anno provenienti da tutto il mondo. Un vero tesoro, che fa parte del sistema museale d'Ateneo e che viene restituito alla città intera. I lavori, iniziati con l'ex rettore Pier Ugo Calzolari e prima della definitiva chiusura nel 2011, si sono protratti per un tempo decisamente troppo lungo. Ma ora si potranno recuperare gli anni perduti. Le visite guidate durano circa un'ora ed è importante presentarsi 10 minuti prima dell'orario di inizio. Il costo è di 5 euro e gratuito per i bambini fino a 6 anni. Per tutti è comunque obbligatoria la prenotazione online attraverso il sito del Sistema Museale di Ateneo (www.sma.unibo.itagendavisite-guidate-al-museo-della-specola).