A Rovereto hanno vinto le civiche. La città abdica al suo ruolo e si ripiega su se stessa. Lo stesso sta facendo il Mart. A Rovereto hanno vinto le liste civiche. Il significato è chiaro: Rovereto abdica al suo ruolo di città, si ripiega su se stessa. Non si affida come si dice alla società civile, in quanto vedremo assessori che vantano vent'anni di presenza in consiglio comunale. Si chiude su se stessa, in una visione angusta per cui non solo Roma e le problematiche nazionali, ma persino Trento e le problematiche provinciali sembrano remote. Questo è l'esito elettorale, a prescindere dagli errori di Andrea Miorandi che sono tanti, iniziando dal rifiuto delle primarie che ha prodotto mesi di insensato tormento e a prescindere persino dalla pulsione suicidaria del Pd. Vorrei prendere come esempio del ripiegamento e della povertà di prospettive una realtà che mi preme e che conosco, il Mart. Giorni fa è stato scelto il direttore della Gam di Torino e di Rivoli con una selezione operata dai direttori del Beaubourg, della Tate Gallery e dei Musei di Venezia. Il direttore del Mart, che prenderà servizio pare a giugno, è stato selezionato in famiglia: da Ilaria Vescovi, Matteo Lunelli e Pietro Monti, che pure agli inizi aveva fatto tanto per il nostro museo. Dunque il Mart è da gennaio senza direttore, è da tanto tempo senza comitato scientifico e ha un cda incompleto e inadeguato. Tale situazione è lo specchio della città. Su questa ho misurato le aperture e la progettualità dei candidati sindaco. Valduga ha celebrato insieme il Mart e i mercatini di Natale con un'uscita degna del Cappellaio Matto di «Alice nel paese delle meraviglie». Alice si trova di fronte a chi celebra il non compleanno, 364 giorni di festa. Per Valduga, dal momento che i mercatini funzionano, si potrebbe fare Natale per tutto l'anno. Potrebbe essere una distorsione giornalistica, ma ho sentito Valduga, di fronte alla città schierata per il confronto finale con l'antagonista, dire che compito del Mart è anche portare gli artisti roveretani e trentini nel mondo. Per Depero lo è stato fatto. Al Moma di New York stanno aspettando gli altri. Miorandi ha sempre insistito sulla vocazione internazionale del Museo. Ha lamentato gli effetti della legge Cogo del 2007, che ha espropriato Trento e Rovereto della possibilità di nominare un membro nel cda. Ma la legge Cogo non obbliga Mellarini alle scelte scellerate che ha fatto e che Miorandi non ha avuto il coraggio di contrastare. Certo, si doveva salvare la coalizione e lasciar scivolare il Mart nell'irrilevanza. La mia sensazione sgradevole è che la città si rattrappisca, insieme all'impoverimento dell'istituzione che più in questi anni l'ha rappresentata in Italia e nel mondo.
Rovereto ripiegata su se stessa come il Mart
A Rovereto, le liste civiche hanno vinto le elezioni. Questo ha portato a una visione angusta della città, in cui si rifiuta di affrontare le problematiche nazionali e provinciali. Il Mart, il museo di Rovereto, ha un nuovo direttore, selezionato in famiglia, ma è stato scelto senza un comitato scientifico e con un cda incompleto. La città sembra rattrapparsi, insieme all'impoverimento dell'istituzione che più l'ha rappresentata. Il sindaco Valduga ha celebrato il Mart e i mercatini di Natale, ma la sua visione sembra limitata. Il direttore del Mart, che prenderà servizio a giugno, è stato selezionato senza un confronto pubblico.
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