Poggiomarino. «Ora stiamo scavando le fondamenta di un edificio, dopo ci sarà bisogno di un grande lavoro per mettere i reperti archeologici in ordine e creare le condizioni perché la gente li possa vedere». Arriva da Rocco Buttiglione, ministro per i Beni culturali, l'impegno morale a sostenere finanziariamente il progetto per realizzazione di un Parco archeologico sull'area protostorica di Longola, a Poggiomarino. In quel territorio, quattro anni fa, i lavori per la realizzazione del depuratore «Medio Sarno» permisero agli archeologi d'intercettare un giacimento storico - scientifico che si sviluppava lungo ben otto secoli, dal Bronzo medio (XV secolo avanti Cristo) all'Età del Ferro, VII secolo a.C. «Io vi posso assicurare - continua il ministro che è intervenuto al convegno «Poggiomarino, città sostenibile» - che metterò a disposizione tutte le risorse possibili per realizzare il progetto. Ma non basta. C'è bisogno che arrivi anche dell'aiuto di tutti: cominciando dalla Regione, passando per la Provincia, per giungere sino al Comune. Sarà un successo se questa struttura sarà sentita da ciascun ente come una cosa propria. E se ancora non bastasse dovremo poter contare sul mondo locale del turismo e sulla necessità far nascere l'interessamento delle Fondazioni che, anche se non hanno vita locale, a queste regioni sono comunque legate». I confini del nuovo giacimento culturale, secondo il progetto presentato dal senatore Antonio Iervolino, il 22 ottobre del 2003, saranno tracciati da un apposito decreto ministeriale. In pratica tra gli obiettivi del Parco (che secondo il disegno dovrebbe essere fruibile già durante lo scavo), oltre a conservare i reperti in un deposito laboratorio da attrezzare a Poggiomarino, c'è anche la ripresa delle produzioni agricole specialistiche. Ed è prevista anche un centro culturale sull' area, capace di avviare specifiche attività formative legate al recupero e alla valorizzazione del bene archeologico con possibilità di creare figure professionali e posti di lavoro. Ci sarà inoltre anche la ricomposizione degli isolotti, che costituivano l'antico tessuto, in un'area museale da individuare sul territorio urbano cittadino. Altro obiettivo è la bonifica dell'area compresa tra la città e lo scavo. A predisporre gli interventi necessari alla nascita del Parco, secondo il progetto, dovranno essere rappresentanti dell'amministrazione comunale, della Soprintendenza, della Regione e della Provincia coordinati in una apposita commissione da un rappresentante del Ministero per i Beni culturali. Alla spesa necessaria, quantificata in 3 milioni di euro a decorrere dal 2004, prowederà il Ministero con uno stanziamento previsto dai fondi in bilancio. La ricaduta degli investimenti sul territorio sarebbe comunque di elevata valenza in quanto, a poche centinaia di metri dall'area del Parco, tra due anni sarà attiva la stazione «Vesuvio est», sulla linea dell'Alta velocità. Secondo le stime dell'assessorato ai Trasporti, per quella stazione transiteranno 10 mila persone al giornoper trecento treni. Il soprintendente all'archeologia, Pietro Giovanni Guzzo ha annunciato di avere provveduto a realizzare un progetto per la costruzione di un museo archeologico a Longola: «Per conoscere - ha spiegato Guzzo - i reperti, per assicurare la conservazione degli oggetti e per costituire un punto fermo nell'organizzazione del sistema». Da qui è partito il monito di Buttiglione: «Diamoci da fare abbiamo una grande occasione, dobbiamo farne l'uso migliore».
Più risorse al parco del Bronzo
Il ministro per i Beni culturali, Rocco Buttiglione, ha annunciato di aver garantito finanziariamente il progetto per la realizzazione di un Parco archeologico sull'area protostorica di Longola, a Poggiomarino. Il progetto, che prevede la conservazione dei reperti archeologici e la creazione di un centro culturale, è stato presentato dal senatore Antonio Iervolino nel 2003. Il Parco sarà fruibile già durante lo scavo e prevede la ripresa delle produzioni agricole specialistiche e la ricomposizione degli isolotti in un'area museale. La spesa prevista è di 3 milioni di euro, che sarà coperta dal Ministero per i Beni culturali.
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