L'azienda potrebbe catalizzare attorno al progetto altri imprenditori del settore Per il Mercato dei Grani, piazza Arnaldo, è pronta un'offerta: top secret, ma sarebbe firmata dal gruppo Dac. Ieri i tecnici della Loggia hanno aperto le buste: alla fase due del bando per il palazzo, una manifestazione d'interesse, sono arrivate due proposte. «Ne abbiamo scelta una: diciamo che c'entra con la società di Flero» fa sapere Fulvio Frattini, del settore Valorizzazione patrimonio pubblico. Il sospetto sarebbe confermato da fonti vicinissime alla Dac: l'idea, una bozza, è di gestire il Mercato con altri bresciani. Un nome a caso: Iginio Massari. Il mago dei dolci potrebbe essere coinvolto nel progetto: si era parlato di una sua offerta alla Loggia, ma pare che possa appendere il grembiule con altri imprenditori (il maestro pasticcere, giorni fa, non aveva smentito di aver puntato il mattarello sul palazzo di piazza Arnaldo). Oscar Farinetti, al Corriere , aveva risposto picche: «Non farò un Eataly a Brescia». Potrebbe pensarci la Dac? «Purtroppo non posso confermare nè smentire: si accontenti del classico no comment», l'unico virgolettato di Daniele Scuola, dell'azienda di Flero. Giuseppe, il patron, al telefono aveva solo ammesso di aver avuto contatti con il Comune per la concessione dello spazio. Sul progetto ci sono solo ipotesi: un polo alimentare con ristorante e bar. La proposta, in ogni caso, sarà valutata da una commissione giudicatrice: deve riunirsi in Loggia. Non è ancora stato fissato il giorno, ma potrebbe essere la settimana prossima. Zona centro, stile neoclassico, 900 metri quadri a piano terra e altrettanti al primo piano: per il Mercato dei grani è stata aperta una manifestazione di interesse. Nel paragrafo «Indicazione della destinazione d'uso prevista» del bando, la Loggia ha elencato attività ricettive, commerciali-direzionali e servizi di interesse culturale e turistico. C'è la possibilità di frazionare lo spazio e concederlo a più inquilini: forse, l'idea di Scuola. L'investimento è a diversi zeri: l'immobile va restaurato, si è parlato di una fattura dai 500 mila euro in su (i cantieri devono partire entro e non oltre 12 mesi dalla concessione). La Soprintendenza, che non ha autorizzato l'alienazione del palazzo, pretende un restauro unitario: facciata omogenea e portico (700 metri quadri) ad uso pubblico. La data sul contratto di concessione del Mercato dei grani andrà aggiornata: in teoria, 20 o 30 anni, ma si può arrivare fino a 50, il limite per legge. La manifestazione d'interesse è andata online a febbraio, sul sito del comune: bozze, proposte, un minimo di solvibilità finanziaria e referenze bancarie andavano spedite in posta prioritaria entro e non oltre il 17 marzo. Poi sono partiti gli inviti. A febbraio, quando aveva presentato il bando, il sindaco Emilio Del Bono aveva ammesso: «Sì, qualcuno si è fatto avanti». Fonti vicine al dossier hanno confermato i nomi di Massari e della Dac. Informazioni utili sulla società di Flero: «Da oltre 40 anni ci rivolgiamo a tutti i player della ristorazione, del banqueting e dell'hotellerie per offrire un servizio eccellente». Nel menu, «14.000 referenze fornitori italiani e stranieri», sedi a Villafranca, Verona, Massa e Cozzile, in Toscana. Potrebbe essercene un'altra in piazza Arnaldo.