«È UN MUSEO straordinario, il più importante fuori dall'Egitto, ma anche il più bello. Rispecchia le principali strategie per fare una buona divulgazione anche storica, lo dico da persona bene informata in questo campo». Alberto Angela parte dall'Egizio per la serie "Stanotte al Museo", che debutta stasera alle 21.15 su RaiUno. Dopo tre settimane di riprese in notturna, a museo chiuso, ci si potrà immergere in prima serata nel mondo antico di faraoni e papiri con il direttore Christian Greco e parecchi ospiti. Alberto Angela, soddisfatto di avere scelto l'Egizio per il debutto? «Assolutamente soddisfatto: guardi, io faccio divulgazione in televisione e l'Egizio ha realizzato tutto ciò che serve per farla al meglio in un museo». Per esempio? «C'è un percorso che ricorda una scogliera, in cui il visitatore si affaccia per scoprire le cose da sé, invitato a esplorare. Anche perché i reperti sono messi in modo da attrarre, senza affastellamenti. Il cristallo delle vetrine poi è tale da rendere gli oggetti a portata di mano, senza creare l'effetto acquario». Che cosa vuole trasmettere al pubblico che la guarda? «Si è cercato di portare a casa delle persone le sensazioni provate in tanti anni di riprese nei musei, fatte forzatamente di notte, quando non c'è nessuno. Ti trovi di fronte all'opera, da solo, è una sensazione unica che si è cercato di restituire, insieme all'atmosfera speciale che si respira ». Che cosa succederà? «Si inizia con l'arrivo di notte al museo e la consegna delle chiavi da parte del direttore Christian Greco, che poi se ne va. Ci lascia insomma da soli, anche se in realtà lo ritroveremo, a un certo punto ci spiegherà come si leggono i geroglifici. Noi proseguiamo, arriviamo alla Tomba di Kha o tra i sarcofagi, dove partono approfondimenti in compagnia degli egittologi. Poi incontriamo varie persone simbolo della cultura italiana». Chi in particolare? «Il maestro Riccardo Muti, che ci parlerà della musica nell'antichità e dell'Aida, un qualcosa che nessun faraone avrebbe mai potuto ascoltare. Umberto Veronesi ci dirà se e come si riesce ad allungare la vita, il premio Nobel Gabriella Pescucci ci racconterà la moda nell'antico Egitto. La studiosa Eva Cantarella ci illuminerà su amore e sesso nell'antico Egitto, partendo da un papiro che narra di un tradimento: si verrà a sapere che in quel mondo antico le donne erano piuttosto emancipate e protagoniste ». Altri personaggi? «Avremo un custode speciale, Alessio Boni, con il ruolo di voce narrante, il matematico Odifreddi, il navigatore Soldini ma qui mi fermo». Lei debutta con l'Egizio in tv proprio mentre in quelle sale parte la maratona del Jazz Ffestival. Che impressione le fa, dal momento che proprio suo padre è stato un cultore di quel tipo di musica? «Questo bisognerebbe chiederlo a lui, io dico soltanto che questa è una prova in più di come il museo sia dinamico, una grande piazza della cultura in cui c'è posto per tante cose anche diverse. In una città come Torino, in fondo la mia città, dato che i miei genitori sono nati qui, che ha ritrovato un nuovo volto dopo l'era Fiat, con una mentalità dinamica e giovane, in cui le idee si trasformano in opere».
"Io, nell'Egizio delle meraviglie dove le mummie sanno parlare"
"Stanotte al Museo" è una serie televisiva che debutta stasera su RaiUno. La serie è condotta da Alberto Angela e segue le strategie per fare una buona divulgazione anche storica. Il direttore del museo, Christian Greco, e vari ospiti, tra cui il maestro Riccardo Muti, Umberto Veronesi, Gabriella Pescucci, Eva Cantarella e Alessio Boni, parteciperanno alla serie. La serie è stata girata in notturna nei musei, con l'obiettivo di trasmettere alle persone le sensazioni provate durante le riprese. La serie sarà trasmessa in prima serata su RaiUno.
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