Un restauro nel segno della scoperta di capolavori ancora sconosciuti, stucchi, affreschi, statue d'argento, paliotti di preziosi fili intessuti con perline di corallo e un incredibile fondo bibliotecario: eppure la chiesa di San Francesco di Paola, sul lato dell'omonima piazza, è in un luogo centrale della città, ma le opere d'arte custodite al suo interno sono tutti da scoprire, e così i lavori condotti dalla Soprintendenza regionale diventano un'occasione preziosa per visitare un gioiello a portata di sguardo. «In accordo con il Fondo Edifici di Culto del ministero dell'Interno dice la sovrintendente Maria Elena Volpes abbiamo potuto realizzare il recupero di questo edificio che ha svelato molti più tesori di quanti ne immaginavamo » . Si può iniziare dalle pitture, che hanno recuperato il loro splendore: tra i pittori che hanno realizzato lunette, affreschi, vele e soffitti dipinti ci sono Gaspare Bazzano detto lo Zoppo di Gangi, Antonino Grano, e Vito D'Anna, che qui lavorò con la sua bottega e con la collaborazione del cognato, Francesco Sozzi. E ancora Giuseppe Alvino, artista forse non molto noto, ma nome di riferimento per il Seicento a Palermo. I restauri hanno permesso il recupero di preziosi paliotti, sui quali sono ricamate architetture e decori con perline di corallo, con fili d'oro, di seta, d'argento e oro filato avvolto su anima in seta di colore giallo: materiali di grande ricchezza, uniti a grande consapevolezza artistica, che fanno di questi paliotti un importante ritrovamento. Vista la bellezza dei disegni, è probabile che l'esecuzione dei cartoni per realizzare i ricami fosse demandata a un architetto che aveva collaborato con la chiesa, mentre il ricamo è opera di professionisti ai quali si rivolgevano abitualmente nobili e clero. Di particolare bellezza è il "Sacrificio di Isacco", narrazione biblica ad ago e filo, che ha ritrovato l'antica bellezza. Così come, scrollata la polvere e recuperati dorsetti, sovraccoperte e parti mancanti, sono stati recuperati i molti libri della biblioteca dei Frati: non solo testi di teologia e filosofia, ma libri di cultura generale, architettura, arte, riccamente illustrati con incisioni, bulini, xilografie e acquerellati da mani esperte. Tra i tanti, di grande interesse, è certamente da ricordare la raccolta in quattro volumi delle opere di Ulisse Aldrovandi, (15521605) considerato uno dei fondatori della scienza moderna, collezionista e fondatore di uno dei primi musei di scienze naturali a Bologna. La Chiesa custodisce i suoi volumi, integri, ricchissimi di illustrazioni, così come i volumi di Georges Leclerc de Buffon, naturalista francese i cui testi sono accompagnati da incisioni acquerellate: anche questi, grazie ai restauri, salvati dal degrado e dall'oblìo. Nel libro che accompagna i recuperi effettuati, testi di Claudia Oliva, Gaetano Bongiovanni, Elvira D'Amico Roberta Civi-letto, Salvatore Conigliaro, Maria Maddalena De Luca, Michela Tomasello, Mario Giovanni Lombardo, Giuseppina Spatafora.