I magnifici frammenti del monumento recuperati durante gli scavi a cura del Campidoglio "Un milione per l'anastilosi" «NON appena abbiamo visto i resti dell'Arco di Tito riemersi al Circo Massimo, ci siamo resi conto che alcuni frammenti decorativi esposti ai Musei Capitolini appartenevano proprio al suo fregio». È una scoperta nella scoperta, quella che racconta il sovrintendente capitolino, Claudio Parisi Presicce. Dopo il ritrovamento, annunciato ieri, del pavimento antico in lastre di travertino, dei quattro piloni su cui poggiavano le colonne e di centinaia di frammenti in marmo lunense dell'attico e della trabeazione dell'Arco, la Sovrintendenza è già al lavoro sul progetto di anastilosi del monumento. Per cui bisognerà trovare, però, circa un milione di euro. «Abbiamo cominciato a ricostruire virtualmente l'architettura dell'Arco di Tito con l'università di Roma Tre, partendo dagli elementi appena ritrovati spiega Presicce . E ci siamo resi conto che il lato verso il Colosseo è per buona parte conservato ». «Se riusciremo a ricostruire l'elevato fino a quell'altezza prosegue il sovrintendente - potremo inserire anche delle copie dei due grandi frammenti del fregio storico trovati durante gli scavi degli anni '30 e conservati ai Capitolini». Frammenti di lastre con scene e personaggi, armati o in toga, scolpiti a rilievo, che prefigurano il corteo che si sarebbe svolto per la dedicazione dell'Arco all'imperatore Tito, avvenuta nell'anno della sua morte, l'81 d.C.. E che solo ora, per dimensione e tipo di materiale, è stato possibile ricondurre con sicurezza al monumento, posto al centro dell'emiciclo del Circo Massimo. Dove, nell'antichità, sfilavano i cortei trionfali che celebravano le vittorie dei generali o degli imperatori, prima di dirigersi sul Campidoglio. Perché il progetto di anastilosi prenda corpo, sarà prima necessario però terminare gli scavi nella parte sud, verso Porta Capena, deviare la falda acquifera che ricopre gran parte delle strutture archeologiche e installare pompe permanenti per evitare le infiltrazioni. L'attuale scavo, infatti, «è stato realizzato al di sotto della falda» spiega Presicce. Una condizione particolarmente complessa che renderà necessario, finché non si troveranno le risorse, interrare l'area dei rinvenimenti. Mentre i frammenti, già puliti e catalogati, saranno restaurati. Nel frattempo, proseguono al Circo Massimo i lavori della Sovrintendenza per la sistemazione definitiva dell'area dell'emiciclo che è stata restaurata e comprende una parte delle fondamenta che sostenevano le gradinate. Se qui spiega Presicce - «siamo alle fasi finali e il restauro terminerà entro la fine dell'anno», sono già stati completati invece i lavori sulla Torre della Moletta, eretta nel XII secolo a ridosso di un mulino alimentato dall'Acqua Mariana e poi inserita nelle fortificazioni dei Frangipane. Dopo la sistemazione dell'area, la torre medievale, che sarà gestita direttamente dal Comune, «sarà resa accessibile al pubblico e diventerà un punto di osservazione straordinario sul monumento».
ROMA - "Sponsor al Circo Massimo per ricostruire l'Arco di Tito"
Il Campidoglio ha annunciato che alcuni frammenti decorativi esposti ai Musei Capitolini appartengono all'Arco di Tito. La Sovrintendenza è già al lavoro sul progetto di anastilosi del monumento, che richiederà circa un milione di euro. I frammenti sono stati ritrovati durante gli scavi al Circo Massimo e includono scene e personaggi scolpiti a rilievo. Il progetto prevede la ricostruzione virtuale dell'architettura dell'Arco di Tito e la possibilità di inserire copie dei frammenti del fregio storico. Gli scavi nella parte sud del monumento devono essere completati prima di poter procedere con la ricostruzione.
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