TRENTO. «Le bellezze dei parchi naturali vanno valorizzate, ma in modo sostenibile». Andrea Giachetti non ha dubbi: nel dibattito sviluppatosi in questi giorni sulla situazione e sul futuro delle aree protette in Trentino, il presidente di Legambiente ribadisce la linea tracciata da più parti, puntando l'attenzione in particolare sul turismo. «La prospettiva turistica che si vuole portare avanti sottolinea Giachetti è negativa persino a livello economico, con iniziative che non riescono nemmeno a ripagarsi. Figurarsi a livello ambientale». Il riferimento è, in particolare, ai vari progetti di nuovi impianti da sci che negli ultimi anni hanno fatto discutere, tra cui il caso emblematico delle piste da sci paventate nella zona di Serodoli, nel parco Adamello-Brenta (ipotesi bloccata dalla stessa giunta provinciale). «Per quanto ci riguarda spiega il presidente di Legambiente siamo sempre stati contrari a ogni prospettiva di allargamento delle aree sciabili e a uno sfruttamento del territorio rischioso per l'ambiente». Giachetti guarda con attenzione alla convocazione di una conferenza di informazione sui parchi e sulle aree protette annunciata dall'assessore provinciale all'ambiente Mauro Gilmozzi dopo le prime sollecitazioni arrivate da Luca Zeni (Pd), dal presidente di Italia nostra Beppo Toffolon e dall'Osservatorio spontaneo sul rispetto per l'ambiente. «Sicuramente sottolinea il presidente serve un ripensamento importante soprattutto per quanto riguarda la questione del parco dello Stelvio». Un argomento delicato: «Lo smembramento dello Stelvio è un fatto grave». Meno problematica, secondo Giachetti, la situazione degli altri due parchi trentini, «anche se precisa si può sempre migliorare». E in vista della scadenza dei mandati delle giunte dei parchi Adamello-Brenta e Paneveggio (il termine è fissato per ottobre, ma probabilmente ci sarà una proroga visti i processi di fusione in atto in alcuni Comuni coinvolti nei parchi), il presidente di Legambiente fa capire senza tanti giri di parole di condividere l'appello dell'Osservatorio sulla necessità di scegliere, per la guida degli enti, «persone competenti e motivate». «Sono d'accordo dice che per queste cariche serva un curriculum specifico. È necessario che chi guida un parco sia una persona scientificamente competente, con titoli accademici precisi. Questi ruoli non si possono improvvisare».