Inaugurati in pompa magna dal Comune nel 2012 e affidati a una società. Mai aperti Napoli. Nel maggio 2012 in pompa magna è stato inaugurato il terzo parco di orti urbani a Napoli e precisamente a Chiaiano, nell'area dove è stato costruito il serbatoio dell'Arin, ora Abc, realizzato in collaborazione con la facoltà di Agraria della Federico II. Nel 2013, dopo che il parco ha conosciuto pochi mesi di cura ordinaria e di coltura di piccoli spazi coltivati a pomodori, peperoncini, melanzane, zucchine, basilico ed altri ortaggi, il nulla e l'abbandono si è impossessato di questo spazio di 23 ettari. Erba alta, ciliegi sofferenti e la moria progressiva di tutte le piantagioni di ortaggi, hanno reso questo piccolo paradiso di verde urbano popolato da volpi, poiane ed altre fantastiche specie di animali, uno squallido luogo semi inaccessibile. Solamente grazie ad un piccolo gruppo di abitanti della zona, il degrado totale non si è impossessato di questo luogo. Nel 2013 il Comune e la Abc, dopo un bando per l'affido del parco andato a vuoto, lo affidavano alla associazione Vodisca (unica partecipante). Sono passati due anni dall'assegnazione dell'area e l'associazione Vodisca, ancora oggi non ha aperto i cancelli alla popolazione. In due anni i cancelli sono stati aperti quattro volte, quattro volte a pagamento, quattro volte selezionando le persone che dovevano entrare. Certo, l'associazione ha bisogno di fondi per lavorare e per costruire strutture e comprare macchinari tagliaerba e potatori; certo l'auto finanziamento è una pratica onesta e ammirevole, soprattutto se (probabilmente) il Comune e la Abc non sovvenzionano la suddetta associazione per avere il parco in "ordine" ed in sicurezza. Fatto sta comunque, che il parco non è a disposizione dei cittadini ed è in uno stato di completo degrado. Circa un mese fa miracolosamente il cancello era aperto e siamo entrati per passeggiare un po' quando.. una persona che non si è voluta qualificare, si è avvicinata e ci ha intimato di uscire dicendo che l'area era privata e di proprietà dell'associazione Vodisca e che avrebbe chiamato i carabinieri. Chiaramente non siamo usciti e i carabinieri non sono intervenuti. In quest'area, vista la vastità e il confinamento con altri appezzamenti di terreno, si può entrare dappertutto, e noi siamo entrati. Il degrado è pressocchè totale, tranne alcuni piccoli spazi che recentemente sono stati affidati ad un'altra associazione: Gas Friarielli, che hanno arato e piantato ortaggi. Una sorta di orto privato su un bene pubblico. Non sappiamo se alla fine, a crescita avvenuta delle piante, queste saranno messe a disposizione dei cittadini così come fu pubblicizzato dall'amministrazione comunale il giorno dell'inaugurazione. Ma la cosa più triste è che quest'area è diventata inaccessibile per l'incuria e l'abbandono in cui versa; un po' discarica.. e un po' selva (nel termine più negativo del termine) I ciliegi soffocano nell'erba alta più di un metro e mezzo e non vengono curati con risultati che possiamo vedere Le ciliegie non curate seccano prima di maturarsi, ma l'incuria e l'abbandono hanno fatto sì che almeno una ventina di piante hanno smesso di vivere e sono buone solo per fare legna da camino. E gli ulivi? Decine di ulivi sono stati piantati lungo i confini dell'area e solo perché l'ulivo è una pianta forte e tenace non sono morti in massa. Vi sfido a distinguere la pianta di ulivo in mezzo all'erba alta ed ai rampicanti che conquistano terreno su terreno. E guardate le piante di alloro che sono state comprate dall'associazione per abbellire il parco in che condizioni sono. Ancora nei vasi di origine, secchi da buttare.