Una mostra per ricordare l'«Esposizione di Brescia» del 1904 realizzata sul colle cittadino quando Brescia pensava in grande. E Di Corato lancia un'idea: «Un museo del Cidneo» Alba del Novecento: la città pensa in grande. Sotto l'occhio vigile e il potente sostegno del presidente del consiglio (nel 1901) Giuseppe Zanardelli, sfida Milano e Torino. Mette in piedi l'«Esposizione di Brescia» del 1904, l'Expo dei tempi: quasi 2.300 espositori, 400 mila visitatori in una fase in cui i residenti del capoluogo sono poco più di 70 mila. All'inizio prevede l'evento per il 1905, poi lo anticipa di un anno. Altro che ritardi. Altri tempi. Altra tensione ideale. La Brescia Liberty, la Brescia della Belle époque, la Brescia piena di sé unisce risorse pubbliche e private e trasforma il Castello in una straordinaria scenografia modellata dall'estro funambolico di un giovane professionista: Egidio Dabbeni. Utilizzando graticci e strutture provvisorie, l'ingegnere-architetto dà vita ad un imponente salone delle feste, crea una scritta luminosa «Esposizione» lunga venti metri, un sistema di specchi per lanciare fasci di luce visibili da Bergamo e Cremona. Viene realizzata una linea del tram ad hoc per raggiungere la fortezza cittadina. Oggi, dopo 111 anni, la Brescia del terzo millennio ha deciso di ricordare quell'esperienza eccezionale con una mostra commemorativa «Expo 1904. Brescia tra modernità e tradizione». Identico il giorno di inaugurazione: il 29 maggio, identico il luogo: il Castello. Così l'avventura dell'Esposizione di Brescia tornerà a rivivere nelle foto d'epoca ricavate dalle lastre di Giovanni Negri. E poi le decine di cartoline di Cesare Ceretti, veri e propri gadget venduti allora in un apposito chiosco costruito in Castello. Ancora: oggetti, disegni, progetti proveranno a restituire quel clima di esaltante euforia, di vigorosa fiducia nel futuro tragicamente precipitata nel gorgo della guerra, nel giro di pochi anni. Il sipario verrà alzato dunque alle 17.30 di venerdì nello spazio del Museo del Risorgimento, nel Piccolo Miglio per calare solo il prossimo 31 ottobre (info e prenotazioni 030-2977833-834). Come oltre un secolo fa, la rassegna nasce dalla collaborazione di più attori: dal Comune alle Fondazioni Brescia Musei, Ugo Da Como, Negri con il supporto della Delegazione del Fai da poco guidata da Federica Martinelli. La mostra è stata curata da Roberta D'Adda, Stefano Lusardi e Sergio Onger, che insieme al direttore di Brescia Musei Luigi Di Corato hanno voluto ringraziare le tante famiglie che hanno messo a disposizioni materiali storici. Non manca un pizzico di multimedialità con la proposta di una app firmata Kolektio per creare l'album collettivo live dell'inaugurazione. Soddisfatti il sindaco Emilio Del Bono e il vicesindaco Laura Castelletti. «L'estate sarà ricchissima di proposte», annunciano. Un turbine di iniziative che ruoteranno intorno al Cidneo (raggiungibile con bus navetta). «Dobbiamo recuperare lo spirito di quel tempo ha rimarcato il sindaco accettando le sfide di oggi e uscendo da questo periodo di crisi più forti». Insomma tornare a pensare in grande... e tanto per cominciare Di Corato lancia un'idea: il futuro «Museo del Castello». Attendiamo i dettagli...