CREMONA. Era un convento, poi una caserma. Ed era destinato ad ospitare un campus universitario per aspiranti musicisti, ma ora potrebbe diventare un tempio buddista. Sono le molte vite di Santa Monica, gioiello storico-architettonico a ridosso del centro di Cremona. La Provincia, proprietaria dell'immobile, deve cedere i suoi pezzi migliori per riuscire evitare il dissesto. Un motivo in più perché l'operazione possa andare in porto. Unico ostacolo: cambiare la destinazione d'uso, che oggi è per uffici commerciali. Anche se è da tempo sul mercato, l'unico vero interesse per Santa Monica è arrivato da un gruppo milanese in nome di un'organizzazione americana a cui fanno riferimento personaggi e imprenditori di fede buddista. Tra loro personaggi famosi come Richard Gere. Non lontano dal cuore della città, in una zona tranquilla e silenziosa circondata dal verde, l'edificio avrebbe tutte le carte in regola per chi voglia pregare e meditare. «C'è stato un abboccamento», confermano in Provincia. Stando alle indiscrezioni, i potenziali acquirenti, alla ricerca di un luogo che diventi punto di riferimento per i buddisti che vivono in Lombardia, sarebbero pronti a mettere sul piatto una decina di milioni. Musica per il presidente dell'ente, Carlo Vezzini, alle prese con i problemi di risorse che stanno mettendo in ginocchio tutte le Province, ma anche con lo sforamento del patto di stabilità, lasciatogli in eredità dai suoi predecessori e con le conseguenti sanzioni. «La parola d'ordine è vendere il più possibile», dice Vezzini. Anche perché c'è da recuperare circa 4 milioni spesi per il restauro dell'ex convento, che cadeva a pezzi, e dei suoi affreschi. I lavori sono stati completati l'anno scorso. L'edificio avrebbe dovuto diventare la nuova sede dell'ente ma, visto che le Province non ci sono più, non è il caso. Meglio Buddha e i suoi discepoli.