Busto Arsizio, finisce la lunga storia dell'azienda tessile nata nel 1874 BUSTO ARSIZIO. Una storia industriale ultracentenaria, quella della famiglia Solbiati, è terminata: ci sono stati una cessione di marchio e un concordato preventivo. E così finirà all'asta anche la collezione di famiglia: domani e giovedì si terrà alla Gonnelli Casa d'Aste di Firenze la vendita di diversi capolavori, raccolti nel tempo soprattutto da Vittorio Solbiati, e appartenenti al patrimonio della famiglia industriale che fondò nel 1874 il suo primo stabilimento tessile. La raccolta è molto ricca: tra le opere grafiche della collezione Solbiati vi sono disegni di Mario Sironi, Enrico Prampolini, Massimo Campigli, Carlo Erba, Sandro Chia, Gio Ponti, Marcello Dudovich, ma anche stampe Art Nouveau di Paul Berthon, Eugène Grasset, Georges Bottini, Henri Meunier e Victor Prouvé. A questi vanno aggiunti disegni e cornici di Guido Somaré ispirati a Fortunato Depero, e soprattutto interessanti opere di Bruno Munari tra cui un dipinto (Natura morta con pipa, 1988) e altri tessuti dipinti grazie alle stoffe della Solbiati, ed esposti nel 1986 alla biennale di Venezia. Sono presenti opere di un parente del collezionista, Guido Somaré, l'artista che con il fratello Sandro è stato uno dei protagonisti della generazione dei pittori milanesi di avanguardia, quelli del «Jamaica», il caffè degli artisti a Brera (a loro, Guido e Sandro Somaré, la città di Milano nel 2006 ha dedicato un'importante retrospettiva alla Rotonda di via Besana). Vi sono anche mobili di design con cui era stata arredata la sede dell'azienda, divisa in più stabilimenti ma basata a Lonate Pozzolo e Varano Borghi. Ed è una storia che si intreccia anche con il teatro: il regista Luca Ronconi per la messa in scena al Teatro alla Scala del melodramma la Vestale di Gaspare Spontini utilizzò diversi tessuti di questo storico produttore. Vittorio Solbiati era stato definito negli anni Ottanta il «re del Lino». Nel 2003 la ditta aveva 450 dipendenti e produceva tre milioni di metri di lino annui. Ma la storia industriale di questa fabbrica tessile era iniziata molto prima e affonda le radici nel sudore del lavoro, tratto tipico dei primi industriali della brughiera a nord di Milano. Nel 1874 Michele Solbiati iniziò vendendo agli ambulanti i tessuti tipici dell'epoca, come velluti, fustagni e rasi pesanti. Fece un balzo in avanti con le commesse della grande guerra, poi nel 1933 Peppino Solbiati fondò Sasil, e dovendo fare i conti il clima autarchico dell'epoca sviluppò tessuti come il rayon e il fiocco viscosa. Vittorio Solbiati, prima uomo di cultura e poi di azienda, fu il manager della quarta generazione, dal 1958. A lui si deve la grande collezione di tessuti e design e, soprattutto, l'idea di puntare sul lino che gli veniva direttamente dalla sua sensibilità e dalla sua cultura letteraria e artistica. In un'intervista raccontò che per questa scelta era stato decisivo per lui l'incontro con lo stilista Giorgio Armani, uno dei primi a credere nel lino come capo di moda. La Solbiati fu anche una delle prime azienda a produrre lino stropicciato.