AFFRESCHI del I secolo a.C. provenienti da Pompei, un cratere attico, un coperchio di sarcofago in marmo raffigurante una donna sdraiata, di epoca romana. E ancora, un cannone in ferro del XVII secolo e antichi libri tra i quali il "Rariorm Plantarum Historia" dei 1601. Ieri gli Stati Uniti hanno restituito all'Italia 25 opere, per un valore totale di oltre 30 milioni di euro. Un risultato importante reso possibile dal lavoro compiuto dai carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, in stretta collaborazione con l'americana HSI, l'Homeland Security Investigations. «È ASSOLUTAMENTE indispensabile che la comunità internazionale si mobiliti, perché la distruzione, il trafugamento e il commercio illecito dei beni sarà un problema dei prossimi decenni», ha sottolineato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, durante la cerimonia a cui ha preso parte anche l'ambasciatore americano John R Phillips. Che ha, a sua volta, spiegato: «L'Interpol stima che ogni anno il traffico illecito di beni culturali produce un profitto superiore ai 9 miliardi di dollari». TRA LE OPERE restituite ci sono tre affreschi del I a.C.: uno, a forma di medaglione, raffigura il busto di una giovane donna con un amorino sulle spalle, mentre gli altri due raffigurano rispettivamente una figura femminile con un lungo mantello rosso e una figura maschile. Erano stati rubati, insieme ad altri tre già recuperati in passato, il 26 giugno 1957 dall'Ufficio Scavi della Soprintendenza Archeologica di Pompei. Erano finiti nella collezione privata di un magnate statunitense e stavano per essere messi all'asta. Ed era in vendita per 4 milioni e mezzo di dollari in una galleria di New York, il coperchio di sarcofago con donna sdraiata, venduto nel 1986 a un collezionista elvetico da Gianfranco Becchina, trafficante d'opere d'arte ben noto alle forze dell'ordine, ma proprietà di un giapponese. Che lo ha restituito, così come aveva già restituito all'Italia migliaia di reperti riconducibili ad acquisti fatti dal Becchina. Altra opera restituita, una kalpis etrusca, con scene di delfini, databile 510-500 a.C. Era stata venduta con false attestazioni di provenienza nel 1982 da un altro noto trafficante italiano, Giacomo Medici, al Toledo Museum of Art, nell'Ohio.