Domenica un'iniziativa di pace e solidarietà nello spazio che raccoglie i resti di 1128 prigionieri morti di "spagnola" a Genova Uno dei principali porti del Mediterraneo, Genova, la più grande industria bellica nazionale, l'Ansaldo, e i cantieri dell'ospedale San Martino e dell'Università: durante la prima guerra mondiale, c'erano cinquemila prigionieri austro-ungarici che garantivano la continuità di forza lavoro altrimenti scomparsa, con la partenza per il fronte dei genovesi, proprio nei siti strategici della città. Denutriti, indeboliti dalla prigionia e dal lavoro, vennero falcidiati dall'epidemia di influenza "spagnola" che si diffuse tra il 1918 e il 1919 e che, come indicano gli storici, fece quasi tante vittime quanto il primo conflitto mondiale. Dei prigionieri austro-ungarici, 1128 trovarono la morte nell'epidemia. Le loro spoglie, domenica, diventeranno il centro di un'iniziativa di pace e solidarietà, con il patrocinio della presidenza del consiglio dei ministri e del Comune, celebrata dagli Alpini e dall'Österreichisches Schwarzes Kreuz. I resti dei prigionieri austro-ungarici trovarono pace soltanto nel 1931, quando venne terminato un ossario ad esso dedicato, nel cuore del Cimitero monumentale di Staglieno, ma il luogo è rimasto, di fatto, abbandonato fino al 2012. Staglieno, gli alpini restaurano l'ossario dei soldati austroungarici cent'anni dopo la Grande Guerra "L'ossario austro-ungarico versava in condizioni davvero gravi - spiega l'ex sovrintendente ai Beni architettonici, Giorgio Rossini che con l'Associazione nazionale Alpini, cui appartiene, ha guidato il recupero del monumento - ma grazie al ritrovamento del registro dei nomi dei defunti, fino ad allora sconosciuti, presso il Commissariato Onorcaduti, la Soprintendenza è potuta partire, nel 2012, con il recupero del complesso, realizzando anche una lapide con le identità, finalmente rintracciate, delle persone che vi riposano". Gli interventi, però, non sono stati sufficienti a salvare dal degrado l'ossario austro-ungarico del cimitero di Staglieno perché le alluvioni degli ultimi due anni hanno danneggiato pesantemente, ancora una volta, il complesso. E ancora una volta proprio il volontariato dell'Associazione nazionale alpini, e il Gruppo Genova Centro in particolare, hanno riparato i danni e consolidato, una volta per tutte, la struttura (sempre sotto la supervisione della Soprintendenza). "Sarà proprio l'Ana che si prenderà cura, con interventi sistematici, continui e ovviamente di volontariato, della manutenzione e della cura dell'ossario", assicura Rossini. E domenica, il 24 incontro italo-austriaco per la pace, che si svolgerà a Genova, partirà dall'ossario appena restaurato del Cimitero di Staglieno. Alle 9, la deposizione di corone e la scoperta della targa bilingue per ricordare i caduti e le vittime civili austro-ungariche della Grande guerra. Successivamente, alle 10, da piazza De Ferrari partirà una sfilata fino a piazza della Vittoria, dove sarà celebrata la Messa in ricordo dei caduti.