GLI scatoloni sono già in preparazione, la fine del suo contratto è vicina ma per Gianfranco Maraniello, da giugno alla guida del Mart di Rovereto, non è ancora tempo di saluti. «Faccio fatica a tagliare il cordone ombelicale con questa città: chiudo un ciclo istituzionale ma per me è troppo importante quello che mi ha dato Bologna, una città che ringrazio». Commosso l'attuale direttore del Mambo e dell'Istituzione Bologna Musei, saluta così la comunità che lo ha accolto esattamente dieci anni fa quando, poco più che trentenne, arrivò a dirigere l'allora Gam, con il compito di traghettare la Galleria da piazza Costituzione al Museo all'ex Forno del Pane, in un'operazione che non era solo un trasloco ma conteneva in sé un progetto più complesso di rilancio dell'arte contemporanea sotto le Torri, in dialogo aperto con la Manifattura delle Arti. «Non farò saluti ufficiali, né brindisi prosegue Maraniello ma, piuttosto, voglio rassicurare i dipendenti del museo dicendo loro di stare tranquilli perché lascio una situazione serena, consolidata, una istituzione che va sì rilanciata ma che è un punto di forza». Il commiato si è consumato ieri durante la presentazione della mostra dell'artista cinese Li Songsong, l'ultima curata da Maraniello al Mambo. Non c'è stato il passaggio di consegne ufficiali con il nuovo direttore perché la nomina da parte di Merola arriverà solo martedì prossimo, in sede di Giunta. Ma a tenere il filo c'era ancora una volta Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dell'Istituzione Bologna Musei, colui che ha voluto fortemente Maraniello alla guida del Mambo: «Cercheremo e faremo di tutto per essere all'altezza del lavoro fatto in questi dieci anni. Ringrazio molto Maraniello ma sono sicure che le nostre istituzioni collaboreranno. Avremo un periodo di interregno, ma io cercherò di essere più presente perché il museo viene prima di tutto». (p. n.)