Il progetto di gestione dei flussi Pass4Venice non convince. Turismo sostenibile: si vende ancora la città VENEZIA. Ad Actv piacciono gli hub turistici, gli albergatori plaudono all'idea di creare una rete tra addetti ai lavori e gli artigiani guardano con interesse agli introiti per la salvaguardia della città. Ieri, fatto salvo Davide Scano, in corsa per il M5S, i candidati a sindaco hanno disertato la presentazione del progetto di gestione dei flussi turistici Pass4Venice al Padiglione Aquae, troppi gli impegni della campagna elettorale. Al loro posto, alcuni rappresentanti ad ascoltare la relazione dell'ambizioso progetto che vorrebbe introdurre ticket d'ingresso obbligatori con tariffe a crescere (da 25 euro fino a un massimo di 100 nei giorni più «caldi»). Presente invece il sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti, che ha sposato il progetto. «Se chi governerà la città lo appoggerà, da parte mia ci sarà tutta la pressione necessaria a Roma», ha detto. Tra gli entusiasti di Pass4Venice, il presidente di Atvo Fabio Turchetto: «Questo è il primo progetto concreto che sento, interviene in situazioni vergognose: punta Sabbioni è un terminal post-bellico, il Tronchetto una casbah». Più tiepida la reazione di Giovanni Seno, ad di Avm. «Mi piace che ci sia un progetto di città e apprezzo l'idea di creare hub esterni», ha detto, mentre Gianni De Checchi, segretario di Confartigianato si è lasciato andare ad uno sfogo. «Da 36 anni faccio questo mestiere e sento un peso sulle mie spalle: quale città ho contribuito a lasciare in eredità alle generazioni future?». I veri artigiani si contano sulle dita di una mano e per De Checchi, la sua generazione rischia di passare alla storia per «essersi giocata Venezia». «Bene dunque un progetto che la ripensi», ha concluso. Tra i politici, Scano si è detto interessato alla proposta come anche Simone Venturini, capolista di Luigi Brugnaro. Gabriella Gagliardi di Turismo sostenibile ha bocciato su tutti i fronti Pass4Venice. «Bisogna porre restrizioni ai turisti ha detto questo progetto non pone limiti ma vende la città al miglior offerente ed è quanto ha distrutto Venezia, gli hub sono buoni ma la città non può più sostenere così tante presenze». Marco Zanetti di Venezia cambia 2015 ha segnalato un progetto alternativo di gestione dei flussi che impone l'acquisto anticipato di una carta dei servizi da 5 euro al giorno che sconta a 5 euro i vaporetti, dà accesso libero a wifi, toilette e dota ogni turista di mappa e bottiglia d'acqua. Il calendario è diviso a seconda dei picchi e una volta raggiunto il massimo di prenotazioni, si fermano gli arrivi. In tutto, Venezia potrebbe introitare 55 milioni l'anno, uno zero in meno rispetto a Pass4Venice.