LIPARI - Tempo di grandi scelte per le isole Eolie. È in itinere il piano di gestione dell'Unesco, mentre si avvicinano i tempi della riconversione degli impianti della pomice di Lipari. Il 17 luglio a Durban, in Sud Africa, si riuniscono gli stati generali dell'Unesco per esaminare le domande di riconoscimento di nuovi siti e per verificare lo stato dell'opera in quelli già vincolati come "patrimonio dell'umanità". Ed è chiaro che un'attenzione particolare viene data alle Eolie, il cui nome a livello mondiale ruota attorno all'unicità del "parco dei vulcani". Riflettori dunque puntati sugli strumenti urbanistici e, per quanto riguarda la dismissioni delle cave, sulle determinazioni relative ad un loro progressivo recupero. Una commissione ristretta tra Comune, Regione e azienda sta lavorando per predisporre una bozza d'intesa in vista della scadenza delle proroghe di fine mese. Il tutto va inquadrato nella nuova ipotesi di sviluppo integrato dell'arcipelago che passa per il piano paesistico, e quindi per strumenti operativi come le riserve terrestri e marina, ma di fatto attraverso un progetto-messaggio: la riqualificazione e la valorizzazione di risorse ambientali delle Eolie "viste" come patrimonio dell'umanità, ma contestualizzate nella politica per il Mediterraneo. Ed ecco la "valenza internazionale del piano di gestione", per dirla col sottosegretario al ministero dei Beni culturali, Nicola Bono, che è anche rappresentante del governo italiano nella Commissione Unesco. Si tratta di uno screening ponderato delle potenzialità isolane che serve a indicare adeguati strumenti d'intervento; un impegno precipuo per i quattro sindaci isolani. Il convegno organizzato nei giorni scorsi a Lipari dal club Unesco, presieduto da Angela Mazziotta, ha indicato nuovi sentieri per un turismo integrato che recuperi il passato in chiave futura. Dopo la grande fuga che ha attraversato tutto un secolo fino agli anni cinquanta, viene ora ipotizzato un intelligente "ritorno alla terra". Il dibattito ha offerto molti spunti. Il dirigente provinciale delle Aziende forestali e demaniali Carmelo Di Vincenzo ha rilanciato l'esigenza di una piena valorizzazione e u-na fruizione ottimale delle riserve di Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli, ma ha anche illustrato una serie di progetti mirati. Donato Matassino, presidente del Focal point italiano della Fao e componente del centro interuniversitario per la conservazione del germopla-sma mediterraneo, ha parlato delle Eolie come di una bioregione molto interessante, vocata ad essere un presidio importante per la salvaguardia e la sperimentazione della "biodiversità vegetale mediterranea"; il vicepresidente del consorzio di tutela della malvasia delle Lipari, il salinaro Fenech ha illustrato difficoltà e potenzialità del conseguimento del marchio Doc. Marchio di qualità al quale è interessato anche il cappero eoliano, come ha rilevato Nino Manfrè, mentre Giuseppe Spartà dell'assessorato all'Agricoltura e il prof. Colazza dell'Università di Palermo hanno presentato un "progetto cappero" che va studiando caratterizzazione, miglioramento genetico e difesa sanitaria. Gianvito Zizzo, direttore dell'Istituto sperimentale per la floricoltura ha parlato della valorizzazione della flora spontanea a fini ornamentali e paesaggistici, mentre Francesco Branca dell'università di Catania si è occupato della tipicità dell'orticoltura eoliana e Maria Crescimanno dell'università di Palermo delle politiche regionale ed europea al riguardo. Il dott. Gaetano Aprile, responsabile del distretto Messina-Peloritani dell'assessorato all'Agricoltura ha comunicato poi l'apertura di uno sportello verde di consulenza per gli agricoltori presso i locali del club Unesco di Lipari. Un percorso che si interseca necessariamente con le problematiche relative al piano paesistico e a quella "controversia tutta eoliana" che ha di recente portato al cortocircuito politico-istituzionale, tema al quale ha fatto cenno, in un intervento parimenti propositivo, il soprintendente ai Beni culturali Gianfilippo Villari. Materia della quale ha parlato pure il presidente della Commissione Ambiente e territorio dell'Ars, Nino Beninati, che ha illustrato il lavoro svolto in sede regionale. Vito Russo, presidente di Federalberghi Isole Eolie, ha sottolineato il forte valore aggiunto che può venire da un'offerta turistica di qualità. Che oggi è rappresentata anche dalla proposizione di percorsi culturali ma anche gastronomici, di prodotti tipici, di imprenditoria a-gricola legata al turismo rurale. «Segmenti importanti - ha osservato Angela Nazziotta - che possono costituire nuova fonte di occupazione e di iniziative giovanile». Come tradurre in fatti politici, e quindi in interventi legislativi mirati alle isole minori, tutto ciò? La risposta deve venire innanzitutto dagli amministratori locali, che dovrebbero tener conto in quel "piano di gestione", a cui faceva cenno Bono, delle riflessioni offerte dalla "duegiorni verde" del club Unesco, ma anche del dibattito che in questi anni si è sviluppato su temi essenziali come i trasporti e la destagionalizzazione. Ma, attenzione, i tempi sono contingentati. Sulle Eolie sono puntati gli occhi del mondo. Ecco perché è tempo di scelte coraggiose e possibilmente concertate.