Restaurato il ritratto del cardinale che donò la sua libreria, primo nucleo della biblioteca Mai Lo sguardo leggermente accigliato ma intenso, le labbra sottili, la capigliatura a ciocche mosse castane. È tornato in tutto il suo splendore, dopo il restauro, il ritratto del cardinal Alessandro Furietti (1760) alla biblioteca civica Angelo Mai di Città Alta. Ieri la tela è stata presentata dal Comune di Bergamo che insieme a parecchi cittadini ha ringraziato l'Inner Wheel Bergamo per aver finanziato il recupero. «Ogni opera è unica e diversa da ogni altra ha ricordato la restauratrice Delfina Fagnani . Per salvare nel migliore dei modi il ritratto del cardinale siamo andati a caccia del maggior numero di informazioni possibili. Abbiamo studiato tantissimo tecniche, impasti, impurità. Qualsiasi riferimento, alla fine, si è rivelato prezioso. La cosa che ci preoccupava di più era la perdita di colore in alcuni punti della tela e il microsollevamento della pellicola pittorica». Da qui sono partite delle indagini scientifiche con strumenti a infrarossi e raggi ultravioletti. «Con queste tecniche siamo riusciti a ripulire il dipinto con vari solventi. Così abbiamo recuperato il racconto dei particolari del volto e la luminosità; poi ci siamo occupati anche dell'intervento conservativo. Siamo molto soddisfatti del risultato». Maria Elisabetta Manca, responsabile della biblioteca Mai, commenta il restauro ricordando la figura del bergamasco Alessandro Furietti che non era solo cardinale, ma anche studioso e ricercatore di fama mondiale. «Questo dipinto è una meraviglia ha spiegato davanti ad alcune decine di appassionati ci sono solo tre ritratti in tutta Bergamo. Uno è proprio qui ed è un patrimonio di tutta la città». «La passione dei cittadini per la cultura riesce a salvare delle opere straordinarie come questa ha sottolineato Nadia Ghisalberti assessore alla Cultura del Comune , il ritratto è bellissimo. L'amministrazione e tutti i cittadini sono grati per questo recupero straordinario e anche per il restauro dei portoni seicenteschi dell'atrio. Per completare i lavori della biblioteca ci vuole ancora un po' di pazienza, ma la strada è sicuramente quella giusta».