Per la prima volta una sede fissa: pronto l'Urban Center. L'edizione 2015 dedicata (anche) alla luce La fortuna non aiuta solo gli audaci, ma anche gli scienziati. Perché, per i casi della vita come per le case, può succedere che, andandosene altrove, gli inquilini liberino quegli spazi dove lì, e solo lì, si punti ad abitare. Così, con Turismo Bergamo che sta per traslocare negli uffici della Provincia, e lo Iat che a febbraio planerà nel padiglione-ufo di piazzale Marconi, grazie ai «buoni uffici» di Palafrizzoni, BergamoScienza dal 15 settembre si insedierà dove ambiva a farlo. In pieno centro città, sotto gli occhi di viaggiatori, visitatori e cittadini in transito, in uno spazio di 600 metri quadrati su due piani e con un canone, tutto sommato, equo, 15.200 euro l'anno: all'Urban Center. Tempo zero, già ribattezzato Science Center. BergamoScienza ha trovato casa. Non che prima non l'avesse (in via Madonna della Neve c'è la sede che resterà operativa fino a dicembre), ma la nuova sistemazione, cercata e trovata nel cuore della città («Abbiamo avuto offerte, non solo dal Comune di Alzano, ma anche da privati», rivela il presidente dell'Associazione, Mario Salvi) amplifica e consolida, dal punto di vista fisico, l'impegno del Festival. Non più solo tre settimane, zeppe di una scienza «prêt-à-porter», ma 52 settimane da riempire di iniziative e fare in modo che, quel filo che si dipana nelle tre settimane clou del mese di ottobre, non si spezzi. Con lo Science Center, BergamoScienza da brand diventa un prodotto che identifica e sintetizza un modo di generare conoscenze ed è capace, in 21 giorni, di affascinare migliaia di persone con uno score che ogni anno sale, 140 mila, 150 mila partecipanti, sale piene e code chilometriche per sentire parlare di scienza. Numeri pazzeschi per un Festival che, in 12 edizioni, dal 2003, si identifica con una Bergamo e la sua capacità di creare un fenomeno che, agli inizi, neppure si poteva immaginare. Una cifra stilistica scientifica e operativa che, assicura Mario Salvi, «non farà dello Science Center un museo della scienza, che è una formula obsoleta, ma qualcosa di vivo, un aggregatore di associazioni e di imprese che, insieme alla scuola, metteranno a disposizione della comunità conoscenze, esperienze e progettualità». E sarà la convenzione con il Comune a favorire l'interscambio di saperi per l'utilizzo flessibile degli spazi con l'auspicio, come ha sottolineato il sindaco Giorgio Gori, «che il contributo che BergamoScienza offre alla città possa ampliarsi, ad esempio su piazzale degli Alpini, come una specie di osmosi che, con sperimentazioni interessanti, si travasi negli spazi circostanti». Mario Salvi sa di poter contare su soci presenti e su sponsor che hanno sempre contribuito a far quadrare i conti. Il bilancio 2014, approvato ieri dall'assemblea, si è chiuso a pareggio con 920 mila euro e la sana e prudente gestione, come spiega il solido direttore generale Umberto Corrado, fa sì che la programmazione in fieri viaggi di pari passo con il budget a disposizione. L'edizione 2015 non avrà un tema specifico, piuttosto grandi filoni che si svilupperanno con un caleidoscopio di eventi, il tema della biodiversità, della luce (è l'anno internazionale e luce e fisica vanno a braccetto) e, in chiave Expo, non poteva mancare l'alimentazione. Così come BergamoScienza non poteva mancare a Expo, dove sarà presente dal 7 al 28 settembre con le altre due maggiori realtà scientifiche italiane, Città della Scienza di Napoli e il Festival della Scienza di Genova. Il podio dell'eccellenza della divulgazione scientifica è servito.