«Sono situazioni delicate sia per noi che per le forze dell'ordine». Il prorettore agli Studenti, Roberto Nicoletti, riconosce le difficoltà dell'Ateneo di fronte alle feste non autorizzate dopo lo sfregio subito dalla facoltà di Scienze politiche. Durissima la condanna dell'ex rettore Fabio Roversi Monaco: «Barbarie degne dell'Isis». «Non siamo rassegnati all'idea che quella gente entri nelle facoltà e possa imbrattare tutto, però le situazioni che si vengono a creare sono delicate sia per noi che per le forze dell'ordine. Un segnale importante è la reazione degli studenti che hanno denunciato quello sfregio, sembra poco ma in ambito accademico conta molto». Il prorettore agli Studenti, Roberto Nicoletti, ammette a malincuore le difficoltà dell'Università di fronte alle feste non autorizzate che collettivi, antagonisti e anarchici organizzano nei locali dell'ateneo. Venerdì scorso a Scienze politiche, durante un evento promosso dagli attivisti dell'Aula C, i muri e le statue di palazzo Hercolani sono stati imbrattati in risposta al sequestro dello spazio occupato da ben 26 anni. La ripulitura è iniziata ieri ma i danni sono ancora da quantificare, fa sapere l'Ateneo, visto il valore storico del luogo. Lo sfregio è stato condannato dall'ex rettore Fabio Roversi Monaco, che paragona l'accaduto alle barbarie dell'Isis sul patrimonio artistico siriano. «Imbrattare una statua, rovinarla. Facendo così si arriva alla distruzione dei siti archeologici sostiene l'ex rettore il filone è quello. È giusto agire contro queste cose, sono prive di senso». La Procura ha aperto un fascicolo per danneggiamento aggravato sulla vicenda: per individuare i responsabili potrebbero essere utili i filmati delle telecamere della facoltà. Da anni i residenti di Strada Maggiore lamentano il rumore dei party illegali. Perché l'Ateneo non è intervenuto con maggiore determinazione? «Non è questione di seguire una linea dura o morbida spiega Nicoletti il problema è che far uscire centinaia di persone da un edificio non è semplice, a volte a quelle feste ci sono stati segnalati anche 600 partecipanti. Entrano nel pomeriggio in gruppi e non è possibile chiudere le facoltà già dalle 15. Stiamo parlando di spazi attraversati quotidianamente da studenti, è complicato intervenire in modo preventivo. Gli eventi al di fuori degli orari non sono mai autorizzati, solo a Lettere capita raramente. Quando succedono queste cose avvertiamo sempre la Questura e vengono messe delle guardie giurate per sorvegliare e chiudere alla fine la facoltà». Dinamiche che producono costi per l'Alma Mater, costretta a pagare la sorveglianza e gli eventuali danni. «A molti può sembrare poco ciò che facciamo, ma non è così. Aver fatto sequestrare quell'aula è tanto, la Procura ha già dichiarato che i responsabili saranno rintracciati. Se avessi una soluzione rapida la userei conclude Nicoletti ma non c'è». Davide Leardini, presidente del Consiglio degli studenti, chiede ora di non finanziare i lavori di ripulitura con i fondi per il diritto allo studio: «Per le scritte sui muri sono bastati gli imbianchini, ma per le statue servirà un restauro. Non è giusto far pagare agli studenti». Un'idea condivisa da chi frequenta Scienze politiche. Tra i ragazzi l'episodio viene definito «vandalismo senza alcun significato politico, che danneggia solo chi paga le tasse universitarie». Ma in mezzo ai docenti di Palazzo Hercolani c'è anche chi critica la decisione di sequestrare l'Aula C. Come Leonardo Altieri di Sociologia. «Condanno il gesto imbecille di imbrattare è la premessa ma ritengo che quello spazio servisse per evitare cose simili, adesso troveremo le aule invase perché non sanno dove andare». Sandro Mezzadra, tra i professori che sostengono la campagna contro i divieti di dimora ai collettivi, invita a «tenere separate le due cose, ma ovviamente non condivido ciò che quei ragazzi hanno fatto».