Più di 25 milioni di euro in cinque anni. Progetti, investimenti, studi, le fondazioni bancarie aprono le porte al mondo dell'arte contemporanea, investono nella "costruzione di nuovi poli museali e in acquisizioni sui mercati internazionali. L'8 giugno a Venezia, in un incontro organizzato dalla Fondazione Crt, si ritroveranno attorno ad un tavolo alcune tra le maggiori fondazioni bancarie e i più importanti istituti di credito che, in Italia e all'estero, riservano ampio spazio, nell'ambito delle proprie attività culturali, all'acquisizione di opere d'arte moderna. Così con il presidente della Fondazione Crt Andrea Comba e il vice presidente Giovanni Ferrero, si confronteranno la Fondazione Cariverona, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, i rappresentanti di Abn Amro, Deutsche Bank, Fundaciòn La Caixa di Barcellona e Ubs. Una discussione non solo tra banche e fondazioni. Sarà rilevante il contributo di esperti d'arte internazionali che interverranno nel dibattito. Basti pensare a sir Nicholas Serota, direttore della Tate di Londra, Rudi Fuchs, ex direttore dello Stedelijk Museum di Amsterdam e primo direttore del museo del Castello di Rivoli, David Ross, già direttore del Moma di San Francisco. La Fondazione per l'Arte, derivazione della Fondazione Crt, arriva a questo confronto con un obiettivo operativo molto specifico. L'80 per cento delle sue risorse è destinato all'incremento di collezioni fisse. Dunque acquisizioni di opere, delle quali beneficeranno, in questo nuovo polo museale, la Gam di Torino e il Castello di Rivoli. C'è però attesa anche per le esperienze delle altre fondazioni, italiane e straniere. La salvaguardia dei beni culturali è da sempre e per scopi statutari una delle attività più rilevanti delle fondazioni. Ma nello specifico dell'arte contemporanea la crescita è appena cominciata. Ed è un mondo in continua evoluzione. Un incontro così non può che essere di buon auspicio per il futuro.