L'attività del Nucleo dei carabinieri: banca dati con 6 milioni di opere sottratte TRENTO. In Trentino i furti di opere d'arte sono pochi, il picco c'è stato nel decennio 1981-1991 con oltre 600 oggetti rubati, ma l'attenzione della Soprintendenza per i beni culturali è sempre alta per quanto riguarda le chiese con un investimento di oltre 1 milione di euro negli ultimi dieci anni per finanziare sistemi antifurto. In provincia di Trento la tutela del patrimonio culturale è affidata alla Soprintendenza e al Nucleo carabinieri di tutela del patrimonio culturale con base a Venezia e da qui proviene il comandante Giuseppe Marseglia che ieri a tenuto una conferenza insieme a Sandro Flaim, dirigente della Soprintendenza per i beni culturali e Franco Nicolis, direttore dell'Ufficio beni archeologici. Ad introdurre è stato Sandro Flaim con la situazione in provincia: «Nel nostro territorio il furto di opere d'arte è un fenomeno in diminuzione, sia per piccola dimensione del territorio e del patrimonio, sia per la dotazione di sistemi di sicurezza sempre più avanzati in musei, chiese, palazzi e siti d'interesse». Il comandante Marseglia ha spiegato le attività principali dei carabinieri nell'ambito della tutela del patrimonio; oltre al recupero dei beni sottratti ci sono le attività di verifica sulle misure di sicurezza nei musei, il controllo dei siti internet di commercio d'arte e dei cataloghi delle case d'asta. «L'Italia è stato il primo Paese al mondo a dotarsi di un reparto specializzato nella tutela delle opere d'arte, la fondazione è del 1969, grazie a questa grande esperienza oggi siamo un punto di riferimento per tutto il mondo». La banca dati dei Nucleo raccoglie oltre 6 milioni di file corrispondenti ad altrettanti beni sottratti, un archivio indispensabile per il ritrovamento di opere d'arte sparse in tutto il mondo. «I ladri di beni culturali a volte sono molto fantasiosi, alcuni operano un lavoro di taglio e cucito sulle tele per creare un nuovo quadro più facile da piazzare sul mercato, altri coprono le tele cinquecentesche con acrilici di fantasia ha commentato il militare . Una volta abbiamo recuperato un confessionale ligneo del seicento sottratto ad una chiesa, si trovava nella casa di un privato che l'aveva trasformato in un mobile da bar». Infine, il monitoraggio internazionale come nel caso della furia dell'Isis. «Un fenomeno spiega Marseglia che non si esaurisce nella devastazione iconoclasta ma ha anche un importante risvolto economico in quanto spesso alcune parti di questi monumenti vengono piazzati sul mercato nero dagli stessi terroristi».
Furti d'arte, in Trentino sono diminuiti
Il Nucleo dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale ha una banca dati con oltre 6 milioni di opere sottratte. In Trentino i furti di opere d'arte sono pochi, ma la Soprintendenza per i beni culturali investe in sistemi antifurto. Il comandante Giuseppe Marseglia ha spiegato le attività dei carabinieri, tra cui il recupero dei beni sottratti e il controllo dei siti internet di commercio d'arte. La banca dati è un archivio indispensabile per il ritrovamento di opere d'arte sparse in tutto il mondo. I ladri di beni culturali sono spesso fantasiosi e utilizzano tecniche come il taglio e la cucitura per creare opere più facili da vendere.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo