«Supermarket unica ricetta» VERONA. Il tema delle aree lasciate in abbandono e degrado (soprattutto, ma non solo, fabbriche dismesse) è di sempre più drammatica attualità. Giusto l'altra notte, in uno dei 17 punti della città che hanno ricevuto ufficialmente questa non esaltante qualifica (ovvero all'ex Manifattura Tabacchi, a fianco della Fiera) è esploso un incendio. Mentre altre aree vedono utilizzi notturni quanto meno «a rischio». Il problema è stato più volte sollevato anche dal comandante della Polizia Municipale Luigi Altamura, che ha ricordato più volte come i proprietari siano responsabili della sicurezza anche di quegli edifici, e come ben poco invece facciano su questo tema. Adesso la questione arriva all'attenzione di una riunione congiunta, mercoledì prossimo, di due commissioni, quella che si occupa di Urbanistica e quella che si occupa di Sicurezza. Le 17 aree (vedi elenco nella scheda a fianco) sono state indicate dalla giunta comunale come possibili sedi di insediamenti commerciali, in base al dettato di una legge regionale. L'assessore Francesco Marchi, ha spiegato come non sia affatto automatico che in tutte e 17 le zone arrivino altrettanti supermercati o centri commerciali. Ma solo il fatto che questa possibilità esista, ha scatenato una dura polemica da parte delle opposizioni. Per fare qualche esempio, all'ex Tiberghien è previsto un supermercato della Esselunga (bloccato dal veto della Sovrintendenza, che considera la zona, mura di cemento comprese, area da proteggere sul piano storico-architettonico). E di insediamenti commerciali si è parlato per l'ex scalo merci, all'ex Cardi, all'ex Lanificio Rossi di Montorio, all'Agorà della Croce Bianca e all'ex seminario vescovile, oltre che all'ex Area Biasi di Verona Sud, già destinata all'Ikea, prima che il progetto venisse dirottato verso la Marangona. Ora il Pd chiede appunto una discussione a 360 gradi, che dovrebbe iniziare con la riunione di mercoledì prossimo e sulla cui necessità si sono detti d'accordo anche diversi consiglieri della maggioranza. Secondo il capogruppo democratico, Michele Bertucco, e il consigliere Damiano Fermo, «molte delle grandi aree private dismesse già oggetto di innumerevoli annunci di riqualificazione da parte dell'amministrazione stentano a trovare sbocco pratico. Il tema della sicurezza all'ex Manifattura Tabacchi, alle ex Cartiere, alle ex Cantine Pasqua, all'ex Tiberghien e alle ex Officine Adige sottolineano i due esponenti del Pd - è legato al disagio di tanti cittadini relativamente a cattive frequentazioni e fatti spiacevoli che accadono all'interno dei grandi contenitori privati abbandonati». Per il Pd è «innegabile che esso investa anche la vertenza dei vigili urbani poiché buona parte del superlavoro lamentato dagli agenti riguarda proprio i continui blitz e sgomberi». Che fare, allora? «Il Comune concludono Bertucco e Fermo - ha il diritto e il dovere di richiamare i privati ad una maggiore attenzione rispetto a ciò che accade dentro le loro proprietà, ma ha anche il dovere di promuovere progettualità credibili».
Verona. Rischi e degrado, è scontro sul futuro delle aree dismesse
Il Comune di Verona ha 17 aree che sono state identificate come possibili sedi per insediamenti commerciali. Queste aree sono state indicate dalla giunta comunale come possibili sedi per supermercati e centri commerciali. Tuttavia, la questione ha scatenato una dura polemica da parte delle opposizioni, che chiedono una discussione a 360 gradi sulla questione. Il Pd chiede di discutere il tema della sicurezza all'interno delle aree private dismesse e di promuovere progettualità credibili. Le aree in questione includono l'ex Manifattura Tabacchi, l'ex Tiberghien, l'ex Cardi, l'ex Lanificio Rossi di Montorio e altre.
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