Il Comune di Venezia ha comunicato alla Biennale la revoca delle autorizzazioni per la «moschea» realizzata nella chiesa della Misericordia a Cannaregio dall'artista Christoph Buchel come Padiglione dell'Islanda. L'installazione «artistica» per la quale è disposta la chiusura aveva sollevato non poche polemiche perché la chiesa già precedentemente utilizzata per attività ludiche era diventata non una installazione bensì un luogo di preghiera per i fedeli musulmani, nonostante ciò non fosse previsto. In particolare, secondo una nota della prefettura e del Comune, «sono state violate le prescrizioni riguardanti: il divieto di utilizzo, durante l'orario di apertura al pubblico, dello spazio interno dell'ex chiesa per finalità diverse da quelle di una mostra espositiva; il divieto di utilizzo del padiglione quale luogo di culto; le modalità di ingresso del pubblico». Le difformità riscontrate rispetto alle dichiarazioni e alla documentazione prodotta hanno riguardato la violazione delle norme sulla sicurezza, visto il ripetuto superamento del limite massimo di capienza. Grazie alle polemiche, gli organizzatori hanno ottenuto una grande visibilità sulla loro installazione.
Venezia. Disposta la chiusura della moschea realizzata per la Biennale
Il Comune di Venezia ha comunicato alla Biennale la revoca delle autorizzazioni per la moschea realizzata nella chiesa della Misericordia a Cannaregio dall'artista Christoph Buchel come Padiglione dell'Islanda. L'installazione artistica per la quale è disposta la chiusura aveva sollevato non poche polemiche perché la chiesa già precedentemente utilizzata per attività ludiche era diventata non una installazione bensì un luogo di preghiera per i fedeli musulmani, nonostante ciò non fosse previsto. In particolare, secondo una nota della prefettura e del Comune, sono state violate le prescrizioni riguardanti: il divieto di utilizzo, durante l'orario di apertura al pubblico, dello spazio interno dell'ex chiesa per finalità diverse da quelle di una mostra espositiva; il divieto di utilizzo del padiglione quale luogo di culto; le modalità di ingresso del pubblico. Le difformità riscontrate rispetto alle dichiarazioni e alla documentazione prodotta hanno riguardato la violazione delle norme sulla sicurezza, visto il ripetuto superamento del limite massimo di capienza. Grazie alle polemiche, gli organizzatori hanno ottenuto una grande visibilità sulla loro installazione.
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