beni culturali. Spartaco D'Agata: «Cancello senza lucchetto, sito alla mercè di chiunque» L'area è sotto l'egida della SOpRINTENDENZA e pare che il Comune abbia solo il permesso di fare la scerbatura Avola. «Il sito archeologico di Avola Antica è lasciato allo sbaraglio» dice l'avvocato Spartaco D'Agata, presidente della sede avolese dell'associazione Sicilia Antica, da sempre attiva per la conservazione dei beni culturali. «Il lucchetto del cancello e la catena di chiusura sono stati da tempo scassinati. Il sito è alla mercé di qualunque malintenzionato e adesso è diventato pascolo abusivo per le mucche». Non è un modo adeguato di tutelare i resti di una città crollata per il sisma del 1693. L'area è sotto l'egida della SOpRINTENDENZA e pare che il comune abbia il "permesso" solo di fare la normale scerbatura. «Purtroppo - dice l'assessore ai Lavori Pubblici, Massimo Grande - solo nell'ultimo anno i lucchetti sono stati scassinati ben 8 volte. Le nostre competenze sul parco archeologico di Avola Antica si limitano alla sola pulizia dell'area. Vedremo di agire in fretta per lo meno per mettere in sicurezza il sito e impedire l'accesso». L'avvocato D'Agata accende i riflettori su un tema caro a molti. La fruizione del sito archeologico che darebbe ulteriore slancio turistico alla città. «Che si aspetta - dice D'Agata - per rispristinare i sentieri e i percorsi archeologici? Di cultura e del conseguente turismo potremmo viverci ma a tutti i livelli c'è il disinteresse più totale». 19052015