Il futuro della SOpRINTENDENZA aretusea passa da Palermo. E, dunque, dalla politica. Dal primo giugno, la poltrona che fu di Paolo Orsi e Bernabò Brea sarà vuota. Sul sito dell'assessorato regionale ai Beni culturali, infatti, è stato pubblicato il decreto che ufficializza come dal 31 maggio, Beatrice Basile sarà in quiescenza. La soprintendente di Siracusa va in pensione concludendo la sua brillante carriera di archeologa nell'ufficio più ambito della Sicilia, connotato in quest'ultimo periodo da polemiche e malumori. Toccherà alla Regione procedere con gli atti previsti dalla legge per far ripartire l'ente di piazza Duomo sotto la guida di un nuovo vertice. Dal punto di vista pratico, le opzioni sono due: la Giunta regionale può deliberare il nuovo soprintendente oppure, in attesa di ciò, il direttore generale del dipartimento beni culturali può decidere di nominare un reggente interno agli uffici aretuseo o un soprintendente ad interim esterno. Nel dettaglio, l'assessore regionale ai Beni culturali, Antonio Purpura, dovrà proporre il nome del nuovo soprintendente ai colleghi della Giunta crocettiana che, sulla base della proposta, firmeranno la delibera di incarico. In attesa che accada questo passaggio, l'ente di piazza Duomo rimarrebbe senza una guida e, di conseguenza, senza la possibilità di firmare alcun provvedimento. Per questa ragione, nel periodo di vacatio, il direttore generale del dipartimento ai Beni culturali, Gaetano Pennino, dovrà predisporre la gestione extraordinaria della SOpRINTENDENZA aretusea decretando di affidare al più alto in carico dell'ufficio di piazza Duomo l'incarico di reggenza (come è accaduto in passato con la "supplenza" di Concetta Ciurcina, archeologa di grande esperienza ed ex direttrice del museo regionale "Paolo Orsi"). In questo il caso, il più "anziano" in carica è Marzia Scialabba che, appunto in un periodo di transizione, venne nominata reggente rifiutando l'incarico dopo un breve periodo precedente alla nomina di Orazio Micali. Dopo la dirigente archivista, la seconda più "anziana" tra i dirigenti di piazza Duomo è l'archeologa Mariella Musumeci, già direttrice del servizio Beni archeologici e per anni alla guida del servizio che si occupa dei siti di Leontinoi e Megara Hyblaea. Ma non è questa l'unica opzione pro-tempore. Il direttore Pennino potrebbe scegliere di affidare la guida dell'ente regionale a un dirigente esterno con nomina ad interim, come è accaduto lo scorso anno dopo la sospensione di Beatrice Basile quando la carica venne ricoperta, appunto per un periodo di tempo limitato, dall'architetto Calogero Rizzuto che ha retto le redini della SOpRINTENDENZA nei 4 mesi tra i più delicati della storia dell'istituzione aretusea, prima di rientrare a Palazzolo dove dirige la Casa-museo regionale "Antonino Uccello". Tuttavia, prima di attuare queste ipotesi e prima di nominare il nuovo soprintendente, la Regione potrebbe ufficializzare un atto di interpello a cui i dirigenti di I, II e III fascia potrebbero rispondere presentando le proprie candidature. Quel che è certo, è che c'è molta attesa e grande aspettativa per l'incarico al vertice della SOpRINTENDENZA più importante dell'Isola. Siracusa, infatti, rappresenta un baluardo dal punto di vista storico poiché, nel passato, è stata guidata da uomini che hanno riscoperto e dato lustro alla Sicilia più antica come appunto Paolo Orsi, Bernabò Brea e Giuseppe Voza. Ma anche per quel che rappresenta oggi in nome di una tra le province più ricche di patrimonio culturale e ambientale dell'Italia intera, con due siti insigniti del riconoscimento Unesco e una serie meravigliosa di tesori d'arte, storia e natura. Per questo, il ruolo di soprintendente nella provincia aretusea è ambito. Lo dimostrano i nomi che circolano già da qualche mese e l'attenzione per le prossime mosse della Regione. Tra i corridoi dell'assessorato palermitano è già toto-soprintendente. Tra i papabili spiccano Lorenzo Guzzardi, archeologo e da un anno soprintendente di Caltanissetta, già responsabile del servizio Beni archeologici della SOpRINTENDENZA di Siracusa; e Rosalba Panvini, oggi al vertice della SOpRINTENDENZA di Ragusa e archeologa classica che potrebbe chiudere la sua carriera nell'ufficio più prestigioso della Sicilia. Il suo nome circola da qualche anno negli ambienti di Palermo. Ed è tra le stanze del dipartimento ai Beni culturali che si fanno i nomi di altre due donne: Vera Greca e Caterina Greco. La prima è attualmente direttrice del museo di Caltagirone e, tra i tanti incarichi, ha ricoperto a Siracusa quello di direttrice della Galleria di Palazzo Bellomo. Caterina Greco, invece, è l'archeologa che guida la SOpRINTENDENZA di Agrigento imprimendo all'ente una sferzata di modernità come testimonia la sua politica di apertura nei confronti del territorio e le sue tante iniziative volte alla diffusione della cultura dei beni culturali. In attesa di conoscere i prossimi passi dell'assessorato palermitano, l'attesa per il nuovo soprintendente diviene occasione di riflessione sulla figura del vertice di un ufficio sempre più complesso e delicato. Oggi infatti le soprintendenze hanno caratteristiche differenti rispetto al passato dal punto di vista gestionale e della tutela del patrimonio. A differenza del resto d'Italia dove le Soprintendenze sono organi periferici del ministero per i Beni e le attività culturali regolati dal decreto legislativo 22 del gennaio 2004, n. 42, in materia di "Codice dei beni culturali e del paesaggio" con compiti in ambito territoriale in materia di beni culturali, paesaggistici, museali, archivistici ed affini, quelle siciliane dipendono direttamente dalla Regione in quanto a Statuto speciale. Per questo, la gestione del patrimonio culturale e ambientale dell'Isola fa rima da sempre con la politica. Ed è questo il vulnus vero della tutela, della valorizzazione e della fruizione di tesori che dovrebbero appartenere alla collettività. E di cui alla collettività bisognerebbe rendere conto. 20052015